5 regole per coltivare l’autostima di tuo figlio

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Cari genitori, oggi voglio svelarvi qualche strategia per sviluppare l’autostima nei vostri piccoli. Siete pronti? Perfetto! Ecco a voi cinque consigli che aiuteranno i vostri figli ad essere più sicuri di se stessi.

Credete nelle sue possibilità

Per i nostri piccoli è fondamentale sapere che avete fiducia in lui ed è molto semplice riuscire in questa impresa. Basterà dirgli:- Sono sicuro/a che ce la farai! Io ho fiducia in te! Lo so starete pensando:- Così semplice? Ebbene sì cari genitori, la semplicità è il mondo dei piccoli e  sapere che qualcuno, in particolare i suoi genitori, crede il lui, per il bambino è fondamentale. Lo aiuta ad aver fiducia nelle proprie capacità per affrontare senza paura anche situazioni nuove.

Date obiettivi realistici

Gli obiettivi che date ai vostri figli devono essere realistici e basati esclusivamente sulle loro reali possibilità. Molto spesso ci lasciamo entusiasmare dagli obiettivi, magari riflettiamo sui nostri figli le nostre speranze, i nostri sogni e ciò che avremmo voluto fare noi. Niente di più sbagliato. In base alle loro inclinazioni, possiamo sostenerli nelle scelte e nei risultati raggiunti. In caso di insuccessi dobbiamo sostenerli e questo non solo nelle loro inclinazioni, ma anche e soprattutto in quelle circostanze in cui hanno delle piccole manchevolezze. Ad esempio se a scuola vostro figlio non eccelle in qualche materia è importante sostenerlo e fargli capire che riuscirà, non bisogna pretendere che passi da un quattro ad un otto, ma è importante gioire per ogni nuovo successo e incoraggiare l’impegno messo.

 Fate SOLO critiche costruttive

Ogni genitore vorrebbe il figlio perfetto, che non fa errori e questo ci porta a criticare spesso il loro operato, oppure, a gridare per ogni errore. In buona fede, spesso, si tende a dare consigli in maniera molto aggressiva. Tutto ciò inibisce i nostri figli. Una buona strategia per riprendere i propri figli è quello di anticipare con un complimento il compito svolto e con un rimprovero pacato l’errore commesso. Ad esempio se rovescia dell’acqua perché vuole metterla da solo e voi sapete che accadrà, non prevenite l’errore, oppure, non gridatelo subito. Ditegli, bravo hai messo l’acqua, però, mi raccomando la prossima volta sii meno irruente. Non vi dico quanta acqua continuo a raccogliere, perché, Maya vuole fare tutto da sola e vi assicuro che a volte, anche io vorrei urlare fino a farmi sentire sulla luna. Ma so che in questo modo inibirei la sua autostima e la sua indipendenza. Ricordo benissimo la voglia di indipendenza della mia infanzia e le gridate subite. Sono sicura che anche voi le ricordate, usate questi ricordi per agire in maniera appropriata.

Accogliete i suoi insuccessi e coltivate i suoi talenti

I bambini tendono a scoraggiarsi facilmente, ogni fallimento è vissuto come un qualcosa di irreparabile. Aiutate i vostri piccoli  a rialzarsi tutte le volte che cadono. Accogliete i fallimenti come uno sprono per fare meglio la prossima volta. Fategli capire che nella vita un fallimento può sempre capitare, ma che alla lunga gli sforzi sono sempre ricompensati. Ci vuole tanta pazienza in questo, i figli tendono ad arrabbiarsi quando le cose non vanno come vogliono e nella nostra testa scatta sempre l’idea di dire:- Invece di arrabbiarti vedi cosa hai sbagliato! Questo comportamento, però, se lo manifestiamo, non fa altro che scoraggiare i nostri piccoli che non si sentono compresi. Allo stesso modo coltivate i talenti di vostro figli, come ho detto in precedenza, spesso, riflettiamo su di loro i nostri sogni. Impariamo ad osservarli, vediamo cosa sono inclini a fare e assecondiamo le loro scelte. Ogni mamma vuole una principessa, ma se al suo posto abbiamo un’ottima giocatrice di calcio, beh che importa. Volete mettere la gioia dei vostri figli con i vostri sogni irrealizzati? Sono sicura di no.

Ricordate i successi ottenuti e combattete il senso di invisibilità

I nostri figli e in generale le persone, tendono a ricordare i propri fallimenti e non i successi, ecco, perché, spesso i nostri piccoli si rifiutano di svolgere dei compiti, oppure, non vogliono svolgerne di nuovi. Fateci caso, la prima cosa che vi dicono quando gli chiedete:- Perché non vuoi farlo? La risposta è:- Io non lo so fare! Ricordate loro tutte le volte che hanno svolto un compito con successo. Aiutatelo a ricordare anche i successi più piccoli, anche quelli che sembrano insignificanti, saranno proprio quelli che infonderanno loro fiducia. L’errore comune è quello di rimarcare più spesso l’errore rispetto alla buona riuscita. In questo modo per i bambini il successo è la norma e l’errore  è anormale. Un errore ancora più comune è quello di  sostenere l’idea moralizzatrice che non è bello vantarsi e che bisogna sviluppare la modestia nei bambini. Invece il rifiuto di riconoscere i successi non aiuta né a crescere né a far radicare la fiducia in sé e l’autostima del piccolo. La memoria del successo, inoltre, è fondamentale per sconfiggere il senso d’invisibilità che per un bambino è assolutamente devastante. Molti bambini si sentono invisibili, perché, noi adulti tendiamo a non prestare loro le attenzioni dovute. Quante volte raffreddiamo i loro entusiasmi nel volerci raccontare qualcosa con un:- Me lo dici dopo. Questo insinua nel bambino il pensiero di non esistere, di essere invisibile per la sua mamma e il suo papà. Importante, invece, è  rendere i nostri piccoli visibili a se stessi e agli altri, perché questa visibilità psicologica è importante per sviluppare l’autostima e per prevenire comportamenti disturbati o distruttivi, come l’auto esclusione da un gruppo, la violenza su se stessi, sugli altri e sulle cose o l’adesione a gruppi di cattivi ragazzi in cerca di visibilità.

 

Qualche consiglio in più

Una strategia semplice ed efficace è affidargli qualche responsabilità in casa. Il bambino, sentendosi responsabilizzato e sapendo che credete in lui, rafforzerà la fiducia in se stesso. Importante è che la responsabilità sia equiparabile alla sua età, non troppo facile, non troppo difficile. Un esempio è quello di lasciargli fare il letto al mattino. Non importa che le lenzuola sia ben stese, l’importante è che sappia che che quella è una sua responsabilità e che voi approviate il modo si farlo. Maya oggi ha cinque anni, fa il suo letto da circa un anno. Certo non è perfetto, ma questo le infonde tanta fiducia e vi assicuro che la felicità nei suoi occhi mi ripaga degli diffidenti di chi arriva a casa e vede che il letto non è perfetto. Non dobbiamo cercare la perfezione, ma ciò che nostro figlio è in grado di fare da solo. Siate fieri di ogni risultato ottenuto, accogliete le manchevolezze e incoraggiate il lavoro e l’obiettivo raggiunto. Alla prossima!

6 Commenti

  1. Ciao, trovo questo post molto utile e per una volta posso anche farmi o complimenti perché sto seguendo anche io questi consigli (così aumento la mia, di autostima 🤣). Devo lavorare ancora sulle critiche costruttive perché è davvero più complicato di quanto possa sembrare.

    • Certo, è sempre difficile lavorare su se stessi, a qualsiasi età e qualsiasi sia il lavoro che si faccia. Importante è non mollare, soprattutto, quando osserviamo qualcosa in noi che non ci piace. Grazie per il tuo contributo.

  2. Grazie per questi consigli, io ho una figlia “perfezionista” di natura (non ha preso da me) e spesso di fronte a errori e fallimenti ha dei cali di autostima molto forti e non è sempre facile tirarla su!

    • Immagino, puoi dirle che nella vita i fallimenti ci insegnano a migliorarci e che la prossima volta sicuramente andrà meglio. Quanti anni ha tua figlia?

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