Alimentazione e affettività consigli e percorsi per vivere bene

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L’alimentazione e in genere la nutrizione sono elementi fondamentali nella vita dell’uomo. Queste, allo stesso tempo, costituiscono una delle principali fonti di stress per l’essere umano.  Essa è un riflesso della nostra affettività. Sentiamo spesso dire. :-Sono nervosa ho mangiato tanto. Altre volte invece abbiamo sentito dire:- Ero così nervosa da non aver toccato cibo.

Il cibo incide su tutti gli aspetti della vita. E’ un bisogno primario. Rappresenta l’approcciarsi al mondo. Cibo e affetto per il neonato sono connessi. Li riceve dalla madre. La relazione con il cibo è un riflesso di tale rapporto. Gestire una buona alimentazione significa prendersi cura di se. Se riteniamo di non essere importanti ,mangiare bene diventa un fonte di stress. La relazione cibo e affetto si esprime differentemente nell’uomo e nella donna. Rispecchia il retaggio culturale e educativo in cui viviamo. Gli uomini vivono in maniera più rilassata il peso. Si concedono più facilmente  tempo per se. Le donne legate a forme educative patriarcali considerano un lusso, il potersi prendere cura di se. Gli altri membri della famiglia sono i  loro pensieri principali. Si legando spesso a uomini non disposti ad aiutarle. Tale aiuto permetterebbe loro di curarsi. Questo elemento è fondamentale in un percorso nutrizionale sano.

Cibo e cattive abitudini.

 

Le cattive abitudini alimentari sono molto comuni. Queste trovano spazio soprattutto in quelle situazioni in cui  le persone riflettono le proprie energie nel cibo per trovare realizzarsi. Anche in questo caso si ritiene erroneamente che siano i dolci la valvola di sfogo per le persone. Sono i carboidrati in generale a rappresentare la scarica delle nostre energie. Dolci, pizze e focacce sono uno strumento con cui incanalare le nostre energie inespresse. I cibi ricchi di zucchero, grassi e sale inducono la produzione degli ormoni del piacere. La sensazione di benessere derivante da questi cibi è solo temporanea e crea un circolo vizioso. Più mangiamo questi cibi errati più il nostro corpo ne sente l’esigenza.

Miti da sfatare.

Oggi riteniamo la causa di una cattiva alimentazione connessa ai ritmi frenetici della vita. Ciò è solo un alibi che  nasconde le vere cause di una alimentazione sbagliata.  Cambiare un’alimentazione errata implica modificare qualcosa dentro noi. Significa  soprattutto ammettere che c’è qualcosa che non va. Cercare una soluzione al problema riflette la reale voglia di mettersi in discussione.  La perfezione non esiste. Si può  trovare però un traguardo ottimale. Tale traguardo sarà diverso per ogni individuo. Rifletterà l’armonia con i propri pensieri e le proprie caratteristiche. Si smetterà di avere punti di riferimento esterni e strettamente connessi alla visone del mondo tramandata dalle figure genitoriali. L’equilibrio alimentare è un obiettivo a lungo termine. Non si può stabilire in un giorno o in una settimana. E’ un percorso individuale. Ogni persona deve scegliere in base alle proprie attitudini, alle proprie esigenze e a ciò che ritiene meglio per se.

 

I percorsi che propongo.

Propongo un percorso mirato all’amore per se stessi da ritrovare attraverso il cibo. Potremmo dire “la riaffermazione di se stessi attraverso il cibo”. Ogni percorso è legato alle proprie caratteristiche ed esigenze e soprattutto  ai propri gusti. Il fallimento di molti percorsi nutrizionali è dovuto alla rigidità con cui sono proposti. Ogni individuo differisce dall’altro ed ha le sue peculiarità alimentari. Il nodo cruciale di tali percorsi è la voglia di mettersi in discussione e di operare un cambiamento, soprattutto negli schemi mentali. L’elemento più importante è dato dalla comprensione che gli strumenti da adottare sono individuali ed insiti in ogni persona. Attraverso il percorso devono solo essere attinti e fatti emergere. La consapevolezza alimentare è connessa al benessere nel suo insieme. Questa deve essere la spinta a voler percorrere un tale cammino. Riconoscere di valere come persone l’obiettivo da raggiungere. Alla prossima!

 

Rosaria Uglietti

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