Cosa mangiare quando si è intolleranti al lattosio

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L’intolleranza al lattosio abbiamo visto essere una delle intolleranze più comuni nella popolazione.  Abbiamo imparato anche la differenza fra allergia e/o intolleranza. Entrambe impongono un cambiamento nello stile alimentare e nelle abitudini di vita di chi ne soffre. Molte volte le due patologie sono confuse e anche gli stessi intolleranti non sanno cosa mangiare e/o cosa evitare. Sfatiamo subito un mito, il lattosio, cioè lo zucchero del latte e responsabile delle intolleranze non può essere assunto se sei una persona intollerante, però potrai assumere le proteine del latte se sono isolate. Viceversa una persona allergica non può assumere il lattosio in alcuna versione e soprattutto deve stare MOLTO attenta alle contaminazioni. Perciò se soffri di questa allergia elimina completamente il latte dalla tua dieta. Un esempio è l’etichetta degli alimenti, se leggi la scritta può contenere tracce di lattosio è bene che tu ne sia alla larga. Questo, perché, l’azienda non si assume la responsabilità di una eventuale contaminazione. Un po’ come potrebbe accadere se io prendessi la paletta del gelato e servissi prima gelato alla crema contenente latte e successivamente gelato alla frutta priva. Questo semplice e all’apparenza banale gesto potrebbe essere molto rischioso per un allergico.

Fra le domande che maggiormente si pone un intollerante appena scoperta la patologia è:- Cosa devo fare? Cosa posso o non posso mangiare? Devo eliminare del tutto il lattosio? La risposta non è univoca. Prima di tutto il consiglio è di fare una dieta disintossicante che elimini completamente tutte le fonti di lattosio, successivamente, poiché la tolleranza è individuale si può provare a reintrodurre gradualmente il lattosio. Ci saranno persone alle quali anche una minuscola frazione di lattosio sarà indigesta e altre che invece riusciranno a tollerare una minima parte.

Una differenza importante riguarda le nuove etichette che il mercato propone, a queste è bene fare molta attenzione. Mi riferisco alla distinzione fra delattosato, senza lattosio, oppure a ridotto contenuto di lattosio. Un profano potrebbe sicuramente incorrere in errore, il Ministero della Salute afferma: L’indicazione “senza lattosio” può essere impiegata per latti e prodotti lattiero-caseari con un residuo di lattosio inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml. I prodotti con tale indicazione devono riportare l’informazione in etichetta sulla specifica soglia residua di lattosio con modalità del tipo “meno di ..”. La soglia indicata deve risultare comunque inferiore a 0,1 g per 100 g o 100 ml. Solo per i latti e i latti fermentati può essere impiegata l’indicazione “a ridotto contenuto di lattosio” se il residuo del disaccaride è inferiore a 0,5 g per 100 g o 100 ml. Sulle etichette di tali prodotti va riportato che il tenore di lattosio è “meno di 0,5 g per 100 g o 100 ml”.

Vi lascio il link completo del Ministero della Salute per ulteriori approfondimenti.

In riferimento alla tolleranza questa è strettamente personale, come vi dicevo prima, ci saranno persone che riusciranno a mangiare il senza lattosio che prevede fino allo 0,1% di lattosio e altre no. Le differenze sono individuali e NON  generalizzabili. Solo attraverso la conoscenza di se stessi e purtroppo, provando sulla propria pelle, si può riuscire a comprendere esattamente cosa ci fa male oppure no.

Cosa mangiare in caso di intolleranza al lattosio?

Come specificato in precedenza non esiste LA DIETA IDEALE, esiste LO STILE INDIVIDUALE  di ogni persona, che dopo aver provato su se stesso ciò che tollera e ciò che non tollera potrà scegliere. Per avere un aiuto in merito può essere importanze utilizzare il diario alimentare sul quale apporre fra i vari alimenti quello che più ci risulta indigesto. In ogni caso, complice la sempre più crescente popolazione vegana, è semplice trovare dei prodotti completamente privi di lattosio. Questa, a mio avviso,  è proprio la scelta migliore. Ecco qualche esempio:

COLAZIONE: tra le bevande vegetali oggi possiamo trovare davvero una infinità di prodotti, la più conosciuta è sicuramente la soia, la quale però essendo un legume sarebbe meglio evitare se si soffre di colon irritabile. In ogni caso se fra le bevande vegetali non riesci a trovare una che soddisfi il tuo palato, puoi rivolgerci a te e tisane in inverno e succhi freschi e naturali o centrifugati di frutta e verdura in estate. Ricorda sempre di seguire il tuo gusto e il tuo organismo, non tutto va bene per tutti.

PRANZO & CENA: latte e latticini si trovano in molti prodotti, soprattutto in quelli confezionati. La scelta migliore sarebbe, ancora una volta, evitare i formaggi e i latticini, ma se proprio non ci riesci puoi provare con il parmigiano stagionato oltre i 25 mesi che in genere non da fastidio. Anche qui esiste una tolleranza individuale, ma la natura è talmente ricca di prodotti quali carne, pesce e verdura che davvero c’è l’imbarazzo della scelta. Ci sono anche molti cereali che tranquillamente sostituiscono carne e pesce se sei vegetariano.

Riguardo i prodotti confezionati invece bisogna evitare i seguenti ingredienti:latte,  lattosio, panna, formaggio e gelato. Latte in polvere,  latte concentrato, latte fermentato, siero di latte, siero di latte in polvere, siero in polvere, latticello, permeato di siero di latte, burro, burro anidro, yogurt, kefir  e zuccheri del latte. Evita anche i prodotti in cui vi è scritto aromi del latte, perché, sebbene la legge indichi che solo se c’è un ingrediente reale questo debba essere indicato, sempre meglio evitare, a meno che non conosci l’azienda come seria e certificata.

Qualche consiglio in più

Guarda sempre le etichette, se c’è scritto derivati del latte significa che c’è la presenza di lattosio. Lo stesso discorso vale per il burro anidro, ovverosia un burro privato dell’acqua utilizzato principalmente per conferire una maggiore conservazione al prodotto. Non lasciarti ingannare dalla presenza sui banconi dei supermercati di latte di capra o peggio di asina, contengono anch’essi lattosio. Non esistono latticini totalmente privi di lattosio, certo più sono stagionati e più ne perdono, ma rimane sempre il solito valore inferiore allo 0,01% la cui tollerabilità è individuale. Se trovi scritto su una confezione in bella mostra SENZA LATTOSIO e poi guardi gli ingredienti e trovi il latte devi considerare il processo industriale che subiscono i prodotti. Ciò vuol dire che al latte durante la lavorazione è stata aggiunta la beta galattosidasi, un enzima che serve a scindere lo zucchero del latte. Il prodotto finale potrà essere utilizzato da una persona intollerante al lattosio, poiché dopo il processo, diventerà un delattosato. Dovendoci essere nelle etichette tutti gli ingredienti, prima e dopo il processo, ecco spiegato l’arcano della presenza di latte intero.  Lo so ti sentirai di impazzire, soprattutto, se la tua intolleranza l’hai scoperta da grande. Fidati, imparerai e poi troverai così tanti vantaggi dall’esclusione del lattosio nella tua dieta che vorrai sperimentare sempre nuove cose e vorrai trovare sempre prodotti migliori. Alla prossima!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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