Davide, tanta musica e un piccolo cuoricino

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Ho conosciuto Davide anni fa durante un concerto, quando ero ancora una ragazzina scapestrata, mi arrampicai sul palco per dargli una lettera da dare ad un cantante che seguivo. La nostra amicizia è stata a lungo virtuale, lui era il batterista di questo artista che mi piaceva e di conseguenza lo avevo tra le amicizie di Facebook. Le nostre conversazioni erano tutte basate sulla musica, ha una conoscenza infinita dell’intero panorama italiano e sebbene sia relativamente giovane, conosce il repertorio dei più grande artisti italiani, tra cui Gino Paoli e Ornella Vanoni. La sua attuale moglie, una ballerina strepitosa che gestisce con lui una accademia di musica non ho mai avuto il piacere di conoscerla dal vivo, ma ho sempre visto le foto degli spettacoli ed ascoltato i racconti di Davide. Loro sono una di quelle coppie che a molti potrebbero apparire strane, sono insieme da tempo, quelle coppie che oggi è difficile osservare ed oggi sono genitori di un piccolo scricciolino.
Benvenuti nel mondo di Davide.
Cosa hai provato quando hai scoperto che saresti diventato papà? Beh, quando ho saputo che sarei diventato papà dentro di me è sorto un misto di emozioni. Confusione, amore  fragilità, in quel momento realizzi che “stai diventando grandestai diventando Papa‘…
Davide mi racconta delle sue emozioni senza filtro, come molti dei papà che ho intervistato, si lascia andare al suo mondo interiore. Vi dirò, forse gli uomini, che in genere sono accusati di essere superficiali, sono coloro che hanno mostrato maggiore facilità nel raccontarsi. Davide, infatti, mi dice che la prima volta che ha preso suo figlio in braccio ricorda soltanto di aver pianto. Non ricorda molto, ma come lui stesso mi dice:- In realtà non ricordo molto, ma ricordo le mie lacrime di gioia. Anche Davide ha sentito le tipiche frasi che si dicono ai neo genitori e purtroppo lì non ci sono mamme o papà, ma persone che non hanno ancora imparato a tacere, in ogni caso come dice lo stesso Davide:- Si certo mi son sentito dire che era finita la pacchia, ma in realtà è da qui che inizi la vera pacchia. Cambiare un pannolino o preparare una pappa, o rinunciare ad una serata al cinema non mi sembra così grave quando in cambio ti trovi un piedino di tuo figlio sul viso.
Davide spera di riuscire a fare tutto nel migliore dei modi. Si augura di saper guidare e educare il suo piccolo, ma sa che ci sono delle difficoltà. Le sue difficoltà sono quelle di tutte le coppie che lavorano, infatti, mi racconta della tensione che sente quando ci sono  impegni lavorativi o appuntamenti di lavoro, mi dice:- Sai quando hai degli impegni e proprio in quel momento tua moglie è in ritardo e di certo non puoi lasciare il bimbo incustodito? Ecco questa è la mia difficoltà maggiore, bisogna organizzare tutto anche per farsi una doccia.
Per Davide è bello essere padre ed essere un riferimento per i figli e si emoziona alla sola idea della voce del figlio che lo chiama Papà. Come dice Davide:- Li puoi anche morire. Ciò che, tuttavia, emoziona maggiormente Davide è la presenza del figlio al lavoro, un piccolo frugoletto che lo guarda dalla porta a vetro con i suoi occhioni teneri e  che quando entra vuole suonare tutto. Davide, infatti, invita tutti gli uomini che stanno per affrontare l’avventura della genitorialità a non perdersi un attimo di questo momento, di condividere con la propria compagna di vita anche il più piccolo degli istanti, come dice lo stesso Davide:- Ad un neo papà gli direi goditi ogni attimo dalle prime ecografie al momento del parto, che di certo non farai tu ma puoi fare la mia stessa scelta, puoi decidere, se le possibilità ci sono, di assistere al parto e credimi  è un amore sempre in crescendo.
Non vi nascondo la dolcezza che provo nell’ascoltare Davide, una persona abituata a calcare i palcoscenici d’Italia e d’Europa che si emoziona nel parlare della sua vita di papà. La gioia che traspare nelle sue parole possono farci capire quanto anche nelle difficoltà più grandi, nelle corse della vita e perché no nella rabbia del quotidiano il pensare ai propri figli mette tutto a posto. Alla prossima!

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