Depressione post parto conoscerla per affrontarla

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La gravidanza costituisce uno dei momenti più delicati nella vita di noi donne. Ci ritroviamo, in questo periodo, a vivere  uno stato emotivo particolarmente delicato. Questa esperienza è caratterizzata da paure del tutto fisiologiche, alle quali si accompagnano delle paure più specifiche ed una sofferenza psicologica accentuata. Questi stati emotivi e psicologici possono protrarsi, in alcuni casi, anche alla nascita del piccolo. Cari futuri genitori e famiglie, la conoscenza di questi sintomi può essere di fondamentale importanza, affinché, si possano prevenire situazioni più pericolose. Abbiamo imparato che la gravidanza non necessariamente coincide con sentimenti positivi ed emozioni gioiose. Ci sono circostanze in cui la gravidanza può trasformarsi in un momento particolarmente difficile da affrontare. Questo accade perché molte volte in gravidanza possono coesistere emozioni e sentimenti contrastanti fra loro. Cara futura mamma, conoscere i cambiamenti fisici ed emotivi che caratterizzano la gravidanza è utile, affinché, il disagio che provi non si rifletta sulla relazione con il tuo piccolo, con la formazione della sua personalità futura e, infine, ti aiuterà a trovare il vostro equilibrio, gradualmente. Fin da subito, devi sapere cara donna che i cambiamenti fisici e psicologici potrebbero destabilizzarti. Non ti ritrovi più nell’immagine che aveva di te prima della gravidanza e soprattutto, non sai ancora come cambierai nel corso delle quarantuno settimane successive. Temi di non ritrovare la forma fisica dopo il parto, non sai che tipo di donna diventerai. Dopo il parto, invece, soprattutto se sei alla prima gravidanza, non conosci ancora tutte le particolarità di questo mondo. Questo nuovo ruolo porterà cambiamenti nelle relazioni sociali, nella tua identità, nella relazione con il tuo compagno di vita e nel confronto con tua madre. La nascita di un bimbo porta cambiamenti ormonali che influiscono sulla psiche,  cambiamenti emotivi che nascono dalla fusione con lui e ti porta alla realtà. Esiste in questo frangente un momento delicato, il passaggio dall’idea del bambino immaginario strutturatasi durante le quarantuno settimane antecedenti al parto, al bambino reale che si conosce solo dopo la nascita.

Quando si può parlare di depressione post parto?

Una depressione si definisce tale quando i sintomi sono intensi e protratti almeno per sei mesi. Nel caso di una depressione dopo parto questi sintomi devono essere presenti da almeno sei settimane. I sintomi cui bisogna porre un’attenzione sono l’umore profondamente triste o irritabile, la sensazione di inadeguatezza, la stanchezza e la perdita di interesse e di piacere nelle comuni attività. A questi sintomi si possono aggiungere agitazione, mancanza di fiducia in se stesse, mancanza di concentrazione, difficoltà di attenzione  e memorizzazione, disturbi del sonno, disordini alimentari, perdita dell’appetito. Durante la maternità, a questi sintomi, inoltre, bisogna aggiungere senso di colpa, impotenza, bassa autostima, pensieri ricorrenti di morte e di fastidio nei confronti del bambino e della propria vita, sentire di non provare l’attaccamento materno verso il proprio figlio. Durante la gravidanza, ma anche prima, quando si desidera un figlio, nella coppia si crea uno spazio mentale ove si forma un’immagine fantastica del bambino che sta per venire al mondo.  È qui che si sviluppa il legame tra i futuri genitori e il bambino e  soprattutto, tra la futura madre e il piccolo. La nascita del bambino riporta i genitori alla realtà, non c’è più il bambino immaginato, ma quello reale. Il più delle volte bisogna dire che esiste una discrepanza tra i sogni e la realtà. Si incontrano difficoltà dovute sopratutto, perché, mamma e papà modificano il proprio ruolo, si trasformano da membro della coppia a genitore. Molto spesso la futura mamma in questo percorso incontra difficoltà di adattamento, non sente l’aiuto e l’ appoggio sufficientemente nel suo ruolo, soprattutto nella fase iniziale.  La neo mamma ha la necessità di un ascolto più attento da parte della propria famiglia e, soprattutto, del proprio compagno, che spesso non si rende conto dei vissuti negativi, di inadeguatezza e di solitudine della propria compagna. Nel caso in cui  l’appoggio familiare e coniugale viene a mancare e/o non è  sufficientemente adeguato, la neo mamma non riesce con le sue sole forze a fronteggiare la situazione. Inizia così a sentirsi incapace e timorosa di richiedere un aiuto esterno, sia esso alla singola persona o ad una rete sociale che potrebbe farle da accoglimento e protezione. Tutte queste mancanze reali e/o percepite possono portare la mamma a sviluppare depressione post partum che non rappresenta soltanto uno stato di disagio della madre, ma può ripercuotersi sulla salute del bambino. È evidente che in questa fase quindi il  papà assume una funzione indispensabile. Tocca a lui dare stabilità e protezione alla mamma, facilitando il ruolo di accudimento, fornendole sicurezza, sostegno emotivo e rassicurazione delle ansie, proprio come è accaduto durante la gravidanza. Il ruolo del papà ancora una volta assume le sembianze di un contenitore dove accogliere le fragilità materne, dando fiducia nel momento di crisi.

Se ti riconosci in questo articolo, oppure, conosci qualcuno cui potrebbe essere utile, condividilo sui tuoi canali social, mi aiuterai a diffondere informazioni e aiutare te e/o le persone che conosci. Per questo mamma non avere paura, rompi il silenzio, parla del tuo disagio, sarà  il primo passo per ritrovare la serenità. Io sono qui per aiutarti, contattami.

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2 Commenti

  1. Non sono mamma ma questo è un argomento molto interessante e non va sottovalutato, spesso si tende a non dare importanza a certi aspetti della quotidianità della neo mamma.

    • Verissimo e purtroppo, è proprio il non dare importanza a queste circostanze ed emozioni che le sminuisce agli occhi delle neo mamme che già vivono un intrinseco senso di inadeguatezza, i loro pensieri diventano:_ Forse sono io ad essere esagerata? Si acuisce in questo modo il senso di solitudine e di colpa per i sentimenti provati. Grazie per il contributo.

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