Disintossicarsi dallo smartphone si può?

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Non puoi fare a meno del cellulare! Hai WhatsApp?  Questo è quello che tutti dicono. Basta guardarsi intorno, in metropolitana, in ufficio, ma anche in casa propria, vediamo tutte teste chine sullo schermo dello smartphone. Sembrerebbe addirittura che  ogni giorno un utente medio visualizzi lo schermo del proprio smartphone circa centocinquanta volte. Ciò, spesso accade anche solo per riflesso incondizionato e non per svolgere una vera e propria azione. Un continuo controllare le notifiche, dal telefono ai vari servizi di messaggistica presenti sui computer, che abbassa notevolmente la nostra soglia di attenzione, è diventata la routine di tutti noi. Si calcola che più o meno ogni tre minuti una notifica interrompa le nostre azioni e necessitiamo di circa un minuto per riprendere la giusta concentrazione. Assistiamo ad una vera e propria overdose digitale. Spesso quando siamo lontani dai nostri dispositivi non ci sentiamo a nostro agio. Per non parlare dello sguardo di terrore nello scoprire di avere il cellulare scarico o di aver dimenticato a casa il carica batterie. Riflettiamo un attimo, davvero è così indispensabile essere rintracciabili e/o in rete, oppure è solo quello che vogliono farci credere? È, inoltre, davvero così difficile cambiare le nostre abitudini?

In realtà è più semplice di quanto possiamo pensare!

Disintossicarsi dallo smartphone è possibile attraverso la volontà e soprattutto, attraverso la gradualità. Ne ho parlato un po’ di tempo fa su Radio Cusano Campus. Si può iniziare con pochi minuti al giorno, ad esempio dieci, fino ad una giornata intera. Non bisogna sforzarsi più del dovuto, altrimenti si perderà in partenza.  Con il tempo è uno dei metodi più efficaci per ridurre lo stress e soprattutto per controllare le dipendenze da smartphone.

Quali benefici dalla mancanza di smartphone?

Ridurre l’uso dello smartphone permette una soglia di attenzione più alta e soprattutto una maggiore capacità nei rapporti interpersonali. Dal punto di vista fisico  la vista ne trarrà un gran giovamento, si affaticherà meno, migliorerà anche la nostra postura, soprattutto legata a spalle e collo. Solo questi benefici dovrebbero indurci a ridurre lo smartphone non credete?

Come intraprendere la disintossicazione

Il primo passo da compiere per disintossicarsi dallo smartphone è averne voglia. Non è difficile da fare, bisogna iniziare anche con pochi minuti come dicevo prima. Pochi minuti ogni giorno, che saranno aumentati di settimana in settimana. Bisogna stabilire una routine nel momento migliore della giornata, ad esempio dopo cena. Quei pochi minuti con il tempo diventeranno delle ore che dedicherete a voi stessi.

Accanto alla disintossicazione giornaliera, aggiungeremo una zona free.

Che cos’è una zona free?

Una zona free è un contesto dove evitare il più possibile l’uso dello smartphone. Qualche esempio? Durante le uscite con il proprio compagno di vita o con gli amici. Quando andiamo a trovare dei parenti. Quando giochiamo con i nostri figli. Può sembrare banale quello che scrivo, ma se siamo assuefatti da notifiche, messaggi e tanto altro, non sarà per niente semplice. Tutto si basa sull’organizzazione. Possiamo, inoltre, adottare dei piccoli stratagemmi per evitare di guardare lo schermo dello smartphone. Un esempio è togliere l’accesso alla rete, scegliendo dei momenti della giornata in cui farlo. Piano, piano, vedrete che avrete sempre meno voglia di guardare lo smartphone, perché, avrete capito che la vita è quella che viviamo ogni giorno e non quella virtuale della rete.  Alla prossima!

 

Se vuoi ascoltare il mio intervento a Radio Cusano Campus segui questo link.

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10 Commenti

  1. Lavorando con i social media come noi, a volte disontissicarsi da smartphone e device vari sembra quasi impossibile, eppure proprio per questo è quanto mai necessario!
    Mi piace molto il tuo suggerimento della zona “free” dove non portare neppure con sé il telefono. In generale io lo applico il fine settimana, ma non ci riesco sempre quanto vorrei 🙂

    • Piano piano imparerai, meglio iniziare lentamente e poi raggiungere gli obiettivi, che fare tutto e subito, smettendo alla prima occasione, perché, si pensa alle notifiche. Si rischia solo di rovinarsi le giornate.

    • Certo, un passo alla volta, pranzo e cena sono fondamentali, per me sono quelli da cui si può iniziare a disintossicarsi 🙂

  2. Ho sempre avuto un rapporto molto cauto con il telefono.
    Per prima cosa, da sempre, tengo disattivate le notifiche delle varie app, in questo modo non soffro la nevrosi da controllo maniacale ogni due secondi.
    In più non tengo mai attivata la suoneria ma solo la vibrazione, in modo che il suono del telefono non disturbi chi in casa sta riposando o studiando.
    Nonostante tutto ritengo che, con la scusa di dover gestire blog e social e ovviamente interazioni e rapporti interpersonali online, passo comunque troppo tempo a telefono. Ci sono pero giorni in cui decido di non essere online, la zona free come la chiami tu.. ma io mi faccio una zona free in casa, lasciando il telefono in un’altra stanza e scordandomelo per un po’. A me funziona! : )

    • Brava! Io faccio la stessa cosa, soprattutto, da quando lavoro in casa. La suoneria è sempre abbassata durante le ore di lavoro, per ovvie considerazioni, durante una seduta non ho il cellulare acceso, durante i pasti il cellulare è nello studio. Le app sul cellulare le ho solo per quello di lavoro e neanche tutte, il tanto amato whatsapp ad esempio lo ho sul numero privato, perché, mio marito fa i turni di notte e non sempre può chiamarmi. C’è da dire che non sono una fan dei social e questo aiuta molto.

  3. Mi rendo conto anch’io che sono diventata un po’ dipendente dal cellulare. Prima avevo sempre un libro in borsa ora invece leggo blog dallo smartphone però tante volte sono anche su facebook e instagram. Anch’io cerco di darmi delle regole come niente cellulare dopo cena oppure togliere la connessione mobile. Il mese scorso avevo finito i giga e da un certo punto di vista è stato una liberazione. Ormai è diventato un abitudine controllare lo smartphone appena ci si annoia per 5 secondi.

    • Esatto ed è questa consuetudine che non credo faccia bene alle persone, quasi come se non si riuscisse a stare soli con se stessi. Grazie per il contributo.

    • Grazie! Sicuramente parte della relazione fra adulti e bambini è inificiata dai cellulari, soprattutto, perché, spesso noi adulti non siamo in grado di dare un buon esempio e ai bambini è l’esempio che li aiuta ad apprendere, non di certo le parole 🙂

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