Emozioni scritte: intervista ad Alessia Pellegrini

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Scrivere è bello e fa anche bene, ne ho parlato la volta scorsa. Se hai perso l’articolo ti lascio il link, scoprirai quanto sia importante scrivere per il tuo benessere.

https://www.unamammapsicologa.com/scrivere-le-emozioni-perche-e-importante/

Oggi ho il piacere di  ospitare sul blog Alessia, una blogger che fa della scrittura uno stile di vita e non solo un lavoro. Ho iniziato a seguirla, perché, nei suoi scritti mi sono sempre rivista ed ecco che è nata questa intervista.

Benvenuti nel mondo di Alessia Pellegrini

Alessia ha sempre amato esternare le proprie espressioni interne, infatti, mi racconta:-

Il mio primo giorno di asilo ho iniziato ad amare ciò che ancora, a quel tempo, non sapevo definire: l’espressione. Il primo contatto è stato, infatti, con il disegno. Mi permetteva di riprodurre ciò che pensavo e sentivo e di farlo apparire più chiaro agli altri (e a me stessa).
L’incontro con la scrittura è avvenuto quindi più tardi, in prima elementare, quando ho iniziato a capire che le lettere e le parole permettevano combinazioni infinitamente complesse, in grado di dar voce a tutte quelle emozioni e sensazioni impalpabili che abbiamo dentro.
Direi che con la scrittura è stato amore a prima vista!
Non c’è stato un momento in cui ho capito di amarla, ma è scattato subito un “feeling” speciale tra noi.
La scuola mi ha aiutato tanto in questo, perché la mia maestra di Italiano mi ha sempre spronato a scrivere, elogiando le mie capacità. Alle elementari ho vinto vari concorsi, prendevo sempre bei voti ai temi (che erano il mio momento scolastico preferito) e ottenni perfino il permesso dalla maestra di scrivere i temi direttamente in bella copia (un riconoscimento che per me fu, allora, molto importante!).

Alessia scrive tutti i giorni e un po’ come abbiamo fatto tutte noi ha tenuto un diario, è molto bello leggerla. Dai suoi scritti si evince tutto il suo amore per la scrittura, l’entusiasmo nel raccontarlo e quanto ciò la renda felice. Lascio ancora una volta a lei la parola.

Scrivo tutti i giorni da quando ho imparato a farlo. Un tempo, quando ero più piccola, scrivevo maggiormente per piacere personale. Da piccola sognavo di scrivere un libro ancora bambina e riempivo agende su agende di inizi di romanzi, invenzioni, dialoghi. Mi piaceva moltissimo leggere e, di conseguenza, sentivo il bisogno di esprimere a mia volta la mia voce. Con la fine delle superiori e l’inizio dell’università, ho purtroppo diminuito la mia “produzione” scritta. Sono subentrati gli impegni lavorativi, le inevitabili responsabilità del mondo adulto, ma non ho mai avuto dubbi nel ricercare una professione che potesse accordarsi alla mia passione di scrivere. Per questo ho iniziato a scrivere articoli per il web, dapprima tramite siti esterni, poi collaborando con aziende locali. È stato il mio modo di coltivare la passione per le parole senza sentirmi troppo in colpa. Quando cresci, le persone iniziano a trovare un po’ strano che si coltivino hobby fine a se stessi, soltanto perché ci va. Sembra di dover sempre trovare un fine utile per giustificarli… Ho aperto vari blog, tra cui uno dove scrivo anche mie storie per bambini, e il mio blog personale “Alessiapellegrini.it”, dove ho riscoperto la gioia di condividere racconti e pensieri che sento più intimi. In ogni caso, non esco mai di casa senza carta e penna: possono sempre tornare utili, chissà!

Non ha un argomento specifico di cui parlare, anzi come dice lei stessa:-Un difetto, o tratto caratteristico, che dir si voglia, del mio modo di scrivere è quello di focalizzarmi eccessivamente sul mondo interiore dei personaggi, solitamente uno solo, preferibilmente uomo.

Come dice la stessa Alessia:-Credo che lo spostamento da un soggetto femminile a uno maschile mi serva per allontanare da me le sensazioni troppo sgradevoli.

E la sua è un’osservazione acuta, perché, spesso, quando scriviamo e soprattutto, quando lo facciamo pregne di emozioni ecco che fuoriesce tutto ciò che il nostro animo nasconde. Alessia conferma ciò asserendo che lo spostamento di genere le permette di rimodulare le sensazioni negative. Di questo ve ne parlerò in un prossimo appuntamento, ma non divaghiamo e torniamo ad Alessia.

Di solito nei miei racconti “non succede niente“: ci si pongono dubbi, domande, incertezze, rovelli mentali. Non si giunge quasi mai neanche a una soluzione, è come uno spaccato di vita immortalato a testimoniare il complesso groviglio della mente umana. Credo che proprio per questo i miei scritti non possano definirsi veri e propri racconti. Non c’è una trama, una storia lineare, personaggi con varie caratteristiche. Sono piuttosto un modo con cui do forma a quello che sento e che penso, proiettandolo in un contesto un po’ diverso rispetto alla semplice pagina di diario. Non mi è mai piaciuto parlare di me direttamente, neanche in un momento così intimo e personale come la scrittura. Mi proiettavo sempre dentro ad altri personaggi, interagendo in vari modi oppure semplicemente dando in prestito ad altri le mie idee.

Qui traspare tutta la sensibilità di Alessia, il pudore intimo che coinvolge un po’ tutti gli scrittori, perché, Alessia a mio modesto parere è una scrittrice a tutti gli effetti. Il suo pudore, inoltre, traspare con tutta la sua forza quando le chiedo cosa prova quando scrive e mi dice:-Raccontami le tue sensazioni quando scrivi.
Questa domanda è quasi troppo personale per me, ammetto di sentirmi un po’ “esposta”, nel rispondere
Non ho mai riflettuto molto sulle sensazioni che provo…
C’è sicuramente del compiacimento, mi viene da chiamarlo così. Provo una gioia, una soddisfazione a creare un’armonia di suoni e di parole che esprimano, tramite accostamenti insoliti, quello che voglio dire.
Molto spesso inizio a scrivere senza sapere dove andrò a finire, ma sento soltanto che ho voglia di scrivere.
Non arriva prima l’idea e poi il desiderio di metterla per scritto, ma anzi il procedimento funziona al contrario.
Sento come un “bisogno” di scrivere, come altri sentono il bisogno di fare attività fisica per mantenersi in forma.
Scrivere mi dà una sensazione di pace, di tranquillità, di soddisfazione e comprensione.
Non è il risultato finale a darmi soddisfazione, ma l’atto stesso, tant’è che spesso lascio poi gli scritti a metà, o non concludo un racconto per quanto mi sembrasse ben avviato.

Queste parole sono un chiaro esempio di quanto scrivere possa riequilibrare le nostre sensazioni. Non è necessario avere voglia di scrivere solo perché si è tristi, si può scrivere di gioia e/o solo per il puro piacere di farlo. Ciò che avviene in ogni caso è la ristrutturazione delle emozioni. E, infatti, Alessia scrive tutti i giorni. Le chiedo se rilegge ciò che scrive e se ha tecniche di scrittura per le varie destinazioni del suo lavoro. Anche qui Alessia conferma il suo rapporto emozionale con la scrittura.  Scrivo tutti i giorni. Quando devo comporre scrivo al pc, mentre per ideare e programmare preferisco sempre la scrittura su carta.  Raramente rileggo ciò che scrivo, a meno che non sia destinato ad essere pubblicato sul blog. In quel caso, oltre alla normale revisione in cerca di refusi o errori, rileggo a volte degli articoli vecchi e mi sorprendo molto di trovarci cose scritte che mi aiutano molto.
Diciamo che quello che scrivo a volte pensando di aiutare gli altri, in realtà riesce ad aiutare me stessa nelle diverse fasi della mia vita.  Molti dei post sul blog sono un libero fluire di emozioni e pensieri, che è ciò che seguo anche quando scrivo per me stessa. La scrittura più programmata e pensata, a fini personali, mi costa più fatica. È qualcosa che spesso sono costretta a fare, ma non è il tipo di scrittura che mi viene più spontaneo e che mi dà più piacere.
Per questo cerco di lasciarmi uno spazio anche per la libera espressione, così da controbilanciare il dovere di una scrittura più composta.

Alessia è un vulcano di emozioni e poiché l’intervista è avvenuta tramite messenger si evince tutto il suo trasporto, la sua sensibilità e il suo acume. A me piace tanto questa ragazza e sono sicura che piacerà anche a voi. Io vi saluto, ma con Alessia non finisce qui, perché, come in tutti gli scritti emozionanti e ove possibile, io ricontatto le protagoniste delle mie storie, perché, scrivere è bello, ma la voce per me e il mio lavoro è molto importante, per cui vi saluto dandovi appuntamento ad un nuovo incontro sempre con Alessia, ancora per parlare di emozioni. Alla prossima!

 

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