Essere una mamma fibromialgica:piccole difficoltà e grandi soddisfazioni

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Essere una mamma fibromialgica significa soffrire di una patologia reumatica che spesso ti porta a dover fare le cose con qualche difficoltà in più. In realtà forse la cosa più noiosa è dover spiegare agli altri cosa sia la fibromialgia, perchè se non ti identifichi con la patologia puoi avere una buona qualità della vita. Certo è un po’ noioso dover modificare la tua vita in base a questa malattia, ma in fondo chi non cerca di incastrare i propri impegni nella sua vita? Bene io incastro la fibromialgia!

Come si traduce questo nella vita di una mamma e di una libero professionista?

Essere una mamma con la fibromialgia vuol dire avere mille difficoltà.  L’allattamento è l’esempio principale che mi viene in mente. Il peso del piccolo può acuire i dolori alle mani e alle braccia. Lo stesso problema si presenta nel preparare la borsa per uscire, portarla, oppure, spingere il carrozzino.  Tutte azioni che dovrebbero essere semplici diventano quasi impossibili. Questo perché si hanno dolori continui e persistenti e quindi tutto diventa difficile e soprattutto. Tutto ciò si traduce in ansia, stanchezza cronica e cattivo umore. Mi ricordo che quando è nata Maya spesso mi veniva da piangere, proprio perché ero sempre stanca. Ho scoperto la fibromialgia quando lei aveva poco più di un anno e per me è stato fondamentale.

Come possiamo superare questi problemi?

Anzitutto la cura della fibromialgia è fondamentale, è importante rivolgersi ad un buon medico che sappia prescrivere la cura giusta, in ogni caso ci sono anche dei piccoli accorgimenti che possiamo adottare nella vita di tutti i giorni. Adesso vi svelo i miei stratagemmi, quelli che ho messo in atto anche quando non sapevo di essere fibromialgica.

Strategie per essere una mamma serena

Se hai la fibromialgia e devi allattare puoi utilizzare il cuscino oppure sdraiarti a letto. Questo ti permette di allattare senza dover tenere il piccolo solo con l’aiuto delle tue braccia. Riguardo il passeggino e la borsa, evita il più possibile di sforzarti, certo non è semplice, ma chiedi aiuto, in questi casi è fondamentale, soprattutto se i tratti da fare sono lunghi. Un valido aiuto, inoltre, è dato da passeggini ultraleggeri, basta andare nei negozi specializzati e vedere quello che più si avvicina alle tue esigenze e ai tuoi gusti personali.

E se voglio prendere il piccolo che faccio?

Prendere il bimbo diventa stressante, perché, richiede movimenti e forza che non sempre si riescono ad avere. Ogni mamma desidera stringere al petto il proprio piccolo. Quando il bambino è piccolo si può utilizzare la strategia dell’allattamento, sdraiarsi accanto al piccolo nel lettone, oppure avvolgersi con lui sul divano. Mi ricordo che con Maya abbiamo trascorso tanti pomeriggi sul divano con lei attaccata alle mie gambe. Le facevo tante carezze e ancora oggi quando siamo a letto o vicine sul divano dice sempre:- Mamma mi fai le carezze?  Quando il piccolo inizia a crescere per certi versi la situazione diventa più semplice , poiché molte cose possono essere spiegate. Certo bisogna utilizzare un linguaggio comprensibile in relazione alle varie età del bambino. Facendo attenzione a non creargli ansie, ma se si ha l’abitudine di parlare con i propri figli fin da quando sono piccoli, essi non potranno che apprezzare. Come dicevo prima, io sono fibromialgica, ebbene, utilizzando parole semplici ho spiegato a mia figlia che ci sono alcune cose che non sempre riesco a fare e con l’aiuto del papà proviamo a farle vivere una infanzia felice e a non farle mancare nulla. Fondamentale, in ogni caso, per chi soffre di fibromialgia è riuscire ad essere sereni, seguire dei percorsi terapeutici e farmacologici che aiutino a stare meglio.

Ci vuole molta pazienza e un grosso aiuto da chi ci vive accanto per poter svolgere una vita tranquilla e una genitorialità felice, tuttavia, ciò è possibile, non scoraggiatevi e chiedete aiuto, alla prossima ! Rosaria Uglietti

 

 

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