Come gestire la rabbia dei figli con il sorriso

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La crescita dei nostri piccoli induce tanti cambiamenti nella loro personalità. L’emozione che spesso sorge nei nostri piccoli in questo periodo è la rabbia. Molte volte i genitori si sentono disarmati davanti a questa carica aggressiva. Non si sa come reagire. Sembra che la dolcezza o la fermezza non abbiano presa su nostro figlio. Iniziano così mille domande a passare nella mente. La domanda che ci poniamo oggi è:- Come gestire la rabbia dei figli con il sorriso?

Che cosa possiamo fare?

La cosa principale da fare è non stroncare l’emozione che si manifesta. Bisogna, invece, accoglierla e contenerla.  Vediamo insieme in che modo.

Il primo gesto da compiere è l’abbraccio che contiene e sostiene la rabbia. Molti bambini attraverso l’abbraccio si calmano subito. Ciò che è importante durante l’abbraccio è far percepire al bambino la propria tranquillità. Per cui è molto importante che non ci si lasci trascinare dalla stessa rabbia del piccolo.

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Possiamo accompagnare l’abbraccio con le carezze e delle parole di conforto che aumentino il contenimento dell’emozione negativa.

Cosa fare se la rabbia non si placa?

Ci sono delle volte in cui il bambino è particolarmente arrabbiato,in quell’istante l’istinto ci porterebbe a sculacciarlo. Il bambino ci ha trascinato nella sua rabbia. Un modo per far placare la rabbia, soprattutto, se il piccolo dovesse iniziare a dare calci, oppure, urlare è adottare un metodo che gli faccia sfogare la rabbia. Fra i più utilizzati nel mio laboratorio ci sono i salti e la lotta con i cuscini. Questi sono due modi efficaci e sicuri per placare la rabbia. Sono, inoltre, due strategie divertenti con le quali aumentare la complicità con nostro figlio. Molto importante è anche la terapia del sorriso, la cosiddetta clown terapia, con la quale sto ottenendo grossi risultati.

Cosa non fare

Reprimere la rabbia del bambino.

Ciò che non dobbiamo assolutamente fare è chiedere al piccolo di tacere. Il bambino in quel momento ha la mente offuscata. Non ha la capacità di ascoltare e/o comprendere cosa gli si dice. Reprimere la sua rabbia non farebbe altro che aumentarla. Ci saranno momenti successivi in cui potrete spiegare al bambino che quel comportamento non va bene.

Urlare più forte

Un altro comportamento frequente nei genitori è rispondere alle urla con un tono della voce ancora più alto. Ciò innesca nel bambino un meccanismo di auto-produzione della rabbia. Sentendosi aggredito e non sapendo cosa fare il bambino cerca di gestire la sua ansia urlando ancora più forte. Diventa in men che non si dica una gara a chi urla più forte che non produce nulla di buono.

Identificare il piccolo con le sue reazioni

Un altro atto tipico dei genitori è etichettare i propri figli. Si tende ad identificare il bambino con le emozioni che prova. Questo rende più comprensibile la realtà che circonda. E’ un modo di placare l’ansia che sale ed il senso di impotenza che ci prende nelle situazioni difficili. E’ anche il modo più semplice di giustificare la nostra impotenza.

 Fare pace e parlare

L’aspetto più importante di questi episodi è il dopo. Passato il momento di rabbia è molto importante parlare con il piccolo. Attraverso il dialogo il bambino può oggettivare le sue emozioni, può renderle concrete e può avere una funzione auto-regolatrice. Il bambino non deve temere la rabbia, oppure, una nostra eventuale punizione. Deve comprendere che è un sentimento come gli altri e che solo conoscendolo si può gestirlo.

Alla prossima!

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