Giulia quando un diario ti aiuta a vivere meglio

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Oggi incontro Giulia, una donna di circa quarant’anni che mi ha scritto dopo aver conosciuto la mia rubrica tramite una sua collega. Sono molto felice di aprire questo nuovo spazio con lei, che pur non conoscendomi si è fidata di me.

Benvenuti nel mondo di Giulia.

Quanti anni avevi quando hai scoperto di essere una persona intollerante?

Ciao, anzitutto grazie per aver creato questo spazio che ci permette di raccontarci senza subire alcun pregiudizio. Ho scoperto di essere una persona intollerante i primi anni di università, pensa che fino ai primi anni delle scuole superiori io non sapevo ancora nulla. Di tanto in tanto mi capitava di avere problemi intestinali e digestivi, però non riuscivamo ne in famiglia tanto meno dal medico a diagnosticare cosa fosse. Stiamo comunque parlando di circa venti anni fa, a quei tempi purtroppo di intolleranza nessuno ancora parlava. Con il trascorrere del tempo il mio malessere continuava ad essere sempre più frequente, così il medico mi consigliò di tenere un diario alimentare. Questa metodica che in genere è usata per comprendere le abitudini alimentari in caso di sovrappeso mi ha letteralmente salvato la vita. Grazie a quest’ultimo, infatti, siamo riusciti ad avere un quadro ben più lineare ed abbiamo scoperto la mia intolleranza, che per fortuna, si limita solo al lattosio.

Giulia si è sottoposta al breath test quando aveva circa diciotto anni. Lascio a lei la parola:- Quando mi sono sottoposta al test in realtà io avevo già iniziato a modificare le mie abitudini alimentari.  Grazie al diario alimentare di cui ti ho parlato in precedenza, sul quale annotavo tutto ciò che mangiavo, anche la più piccola caramella e segnando le reazioni che avevo, ho iniziato ad evitare quello che mi faceva stare davvero male. Il medico dopo circa tre mesi riuscì a farsi un quadro clinico che sospettava la mia intolleranza al lattosio. Ho dovuto solo avere la certezza, in maniera tale da dover solo continuare in maniera accurata ad evitare latte e derivati. Ho iniziato con i prodotti delattosati, che in ogni caso a quei tempi non erano così diffusi sul mercato e a tenere il mio diario alimentare. Notavo, tuttavia,  che nonostante assumessi soltanto prodotti privi di lattosio, io continuavo a stare male. Il medico allora mi ha inviato da un gastroenterologo il quale mi ha consigliato di evitare del tutto sia prodotti contenente lattosio sia delattosati.  È iniziato così il mio viaggio nel mondo degli intolleranti. Ti dirò di più, grazie a questa intolleranza ho avuto modo di scoprire tanti prodotti che forse se non mi avessero diagnosticato la patologia, non avrei neanche preso in considerazione!

Come potete vedere Giulia è una persona molto risoluta che nonostante i tempi non fossero maturi, ha saputo reagire bene a questa intolleranza. Non si è fatta un cruccio delle sue difficoltà alimentari e ne ha fatto quasi un lavoro. Si perché nel tempo Giulia ha deciso di occuparsi di benessere alimentare.

Le chiedo se questa sua intolleranza le abbia creato delle difficoltà nella vita di tutti i giorni e in maniera serena mi dice:- Io non ho mai amato in maniera eccessiva il latte quindi dovervi rinunciare in realtà non mi è costato nulla. Molto probabilmente il fatto stesso di stare male successivamente alla sua assunzione, pur non avendo certezza, ha fatto sì che iniziassi a non preferirlo. Ciò mi ha portato in maniera graduale e senza neanche troppa fatica a rinunciarvi del tutto.  Forse l’unica noia derivante da questa intolleranza è il dover stare sempre attenta quando compro un prodotto. Leggere sempre le etichette dei cibi non è proprio una situazione piacevole, per non parlare di quando devo mangiare fuori. Dover chiedere sempre se in un piatto c’è lattosio a volte diventa noioso, perché, c’è ancora molta confusione e quindi a volte, seppure in buona fede, sottovalutano questa mia problematica. Si deve lavorare e ancora molto nella ristorazione e in coloro che non hanno questa intolleranza, non c’è ancora una buona attenzione e soprattutto una buona informazione. Considera che molti ristoratori non sono felici di dover creare dei piatti senza lattosio, quasi come se non si potesse fare a meno di besciamella, panna o l’intoccabile parmigiano, che se a molti non crea problemi a me da tanto fastidio. I primi tempi mi sentivo quasi un peso oggi, ho capito che non dipende dalla mia volontà, non è un capriccio e quindi chi mi sta vicino deve farsene una ragione. Io quando mi trovo in compagnia se ho la possibilità di andare in luoghi dove ho la possibilità di non dover digiunare conduco una vita sociale serena e tranquilla. Se mi rendo conto che non ho questa possibilità preferisco rinunciare a priori. Ho imparato che nessuno deve essere obbligato alla mia presenza ed io non devo sentirmi sbagliata.

Chiedo a Giulia se vuole dire qualcosa a chi non conosce il mondo delle intolleranze e lei mi dice candidamente:- Se non soffri e soprattutto, non conosci il mondo delle intolleranze, inizia a documentarti. Il tuo non sapere può ferire chi ti sta vicino.

Ecco questa frase di Giulia racchiude perfettamente il perché di questa rubrica:- Siamo tutti diversi al mondo, iniziamo a considerarci persone e il mondo sarà più bello. Alla prossima!

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