I disturbi alimentari al tempo del corona virus

0
170

In questo periodo in cui il nostro paese è interessato da una grave pandemia, sembra che tutto si sia fermato. In ogni dove si sente parlare di ansia, di attacchi di panico, quasi come se fossero gli unici disagi di cui le persone siano colpite. Sembra che tutto il resto si sia fermato come in una bolla, purtroppo non è così. I disturbi dell’alimentazione sono tra le patologie più diffuse e più dimenticate del momento. Eppure questo disagio, che può compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati del corpo fino a giungere alla morte, trova in questo periodo i suoi picchi maggiori.

Disturbi alimentari e coronavirus

L’ emergenza Coronavirus sta colpendo la nostra Italia senza distinzione alcuna e tutti dobbiamo rispettare il decreto ministeriale di rimanere a casa per evitare il diffondersi del virus. Tale norma è giusta, ma chi soffre di disturbi del comportamento alimentare in questo periodo si trova a lottare con due nemici, la propria testa e se stesso. Se ci pensiamo bene, ci rendiamo conto che cambiare abitudini è già di per sé difficile, per chi vive un disagio il cambiamento risulta ancora più complicato. Prima di tutto, perché, in chi soffre di anoressia, la riduzione delle normali attività quotidiane porta a diminuire ulteriormente i pasti, per il timore di prendere peso e l’ insorgere di vere e proprie abbuffate per riempire i momenti di vuoto in chi soffre di bulimia o eiting disorder. Arriva, inoltre, per chi soffre di anoressia, un vero e proprio panico, perché accanto alla scarsa mobilità e inattività, si aggiunge l’impossibilità di potare avanti le routine quotidiane. Ciò fa perdere il controllo sul già precario equilibrio che si è costruito chi soffre di disturbi alimentari. C’è da dire, ancora, che soprattutto chi soffre di anoressia è soggetto ad un più alto rischio di contagio, perché essendo immunodepresso, a causa del peso corporeo molto basso e dei valori filsiologici alterati, potrebbe essere molto più esposto al rischio di contrarre il virus. Una situazione difficile da affrontare, quindi, sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista fisico.

Anoressia maschile e corona virus

Si è sempre ritenuto i disturbi alimentari e in particolare l’anoressia un disagio appannaggio delle ragazze, non è così e la storia di Lorenzo, morto a venti anni di anoressia, dopo che da quando aveva quattordici lottava contro la malattia ci ha fatto riflettere tutti. I ragazzi, più delle ragazze, purtroppo, soffrono perché se per le ragazze sembra essere appunto normale, per i ragazzi diventa più difficile accettare il disagio e farsi aiutare. In questo periodo, inoltre, dove proprio gli adolescenti mascherano il timore per il corona virus dietro atteggiamenti a volte di disobbedienza delle regole, ecco che i ragazzi, temono non solo di apparire fin troppo fragili, ma anche di vedere il proprio disagio sfuggirgli dalle mani.

Cosa posso fare per te

Come qualcuno sa mi occupo di disagi e disturbi alimentari da un po’ di tempo, negli ultimi periodi ho affrontato le tematiche non solo con l’approccio fenomenologico ma anche e soprattutto con quello funzionale. Attraverso i primi colloqui, dove mi racconterai la tua storia, potremo studiare un progetto terapeutico che ti permetta di capire e attraversare il disagio. Molto importante è la tua voglia di chiedere aiuto e l’apporto genitoriale. So che è difficile e non ti senti compreso, ma i genitori devono apprendere anch’essi gli strumenti per darti una mano. In terapia, spesso, sono proprio i genitori i primi ad impedire la guarigione con atteggiamenti non collaborativi, fondamentale invece è far capire loro che si può guarire dai disturbi alimentari e soprattutto che deve cambiare la loro prospettiva. Bisogna fargli capire che i tuoi atteggiamenti che ai loro occhi sembrano una sfida, non sono altro che la tua paura e incapacità di chiedere aiuto. Quella che sembra strafottenza e onnipotenza è solo fragilità. Come la mettiamo con il decreto ministeriale ti chiederai? Beh possiamo ovviare a questo problema e a delle eventuali distanze con il colloquio skype che molti stanno già utilizzando. Vedrai che insieme ci riusciremo. Ti aspetto!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here