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Il diario alimentare:uno strumento straordinario per vivere bene

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Il diario alimentare è uno strumento che do al mio paziente, affinché, possa ogni giorno raccontare il suo stile di vita. Utilizzando questo metodo si può riflettere sul pasto e sulle sensazioni che ci offrono gli alimenti assunti. Molto spesso, infatti, accade che si continui a mangiare o si mangi pur non avendo fame. I motivi di questo atteggiamento sono tanti, primo fra tutti l’abitudine. Il diario alimentare permette di comprendere perché mangiamo un determinato alimento in un preciso momento della nostra giornata e in generale della nostra vita.

Attraverso la lettura del diario alimentare si può quindi comprendere la relazione fra cibo scelto e stato d’animo.

 

Avere un buon stile di vita e una sana alimentazione, significa anche comprendere quali siano gli errori commessi e come evitarli. Attraverso il diario alimentare si acquisisce consapevolezza sui propri stati emotivi e si imparano gli strumenti per risolverli. Il diario alimentare, inoltre, permette di comprendere come ti comporti e come pensi di comportarti.

Come e quando avviare un diario alimentare

Il diario alimentare lo prescrivo tutte le volte che attraverso una consulenza mi rendo conto che esiste uno squilibrio alimentare. Dopo una settimana avrò la possibilità di comprendere le abitudini alimentari, gli stati d’animo e le relazioni affettive con il cibo. Attraverso il diario alimentare, inoltre, è possibile comprendere la relazione tra alcuno alimenti e il disagio psicologico che si vive.

Si può comprendere la relazione qualità/quantità del cibo assunto. Si possono correggere gli errori commessi e si possono considerare le esigenze del soggetto. E’ possibile, in alcuni casi, anticipare le esigenze che fino  a quel momento erano state sottovalutate.

Come si compila il diario alimentare?

Il diario si compila creando delle tabelle con alcuni punti di riferimento, le quali dovranno essere compilate scrupolosamente tutte. Le voci da inserire sono:

L’ora in cui è stato consumato l’alimento

la qualità dell’alimento ( pane, pasta, pizza, dolce, cioccolato)

la quantità ( un piatto, un pezzetto, una scatola)

dove ho consumato il cibo ( a casa, in ufficio, con amici, al bar)

il grado di fame e il senso di sazietà prima e dopo l’assunzione dell’alimento

l’umore prima e dopo l’assunzione di cibo

il cibo desiderato e il cibo assunto quando questi non coincidono ( esempio desidero la cioccolata mangio un frutto

E’ importante ricordare che il diario alimentare deve essere considerato un alleato. Non deve essere visto come un obbligo. Tutte le volte che mi rendo conto che il diario non è vissuto serenamente evito di consigliarlo.  Si trasformerebbe, altrimenti, da fonte di informazioni a fonte di stress. Affinché il diario alimentare possa diventare uno strumento d’aiuto è importante che la persona che viene in studio sia motivata al cambiamento. Alla prossima! 

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