Il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari

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Avere un figlio con disturbo alimentare può essere molto destabilizzante per l’intera famiglia.

I genitori in queste condizioni, infatti, non sanno cosa fare. Le reazioni sbagliate sono dietro l’angolo. In genere le scelte sono: obbligare i figli a mangiare, punirli, arrabbiarsi.

Tutto questo, anche se molto umano,  significa in realtà non aver capito cosa sta accadendo. Molti genitori non sanno come comportarsi quando sospettano che i figli soffrono di un disturbo del comportamento alimentare. 

La prima e più naturale reazione del genitore di un ragazzo con disturbo alimentare è la negazione. Ogni genitore, difatti, pensa:- Non può accadere a mio figlio! 

Questo atteggiamento è tra i più deleteri perché può ritardare la diagnosi e complicare l’intervento. Chiaramente non sto colpevolizzando i genitori, la paura è un’emozione comune che influenza tutti, in un modo o nell’altro.

Tardare a chiedere aiuto ad un professionista del settore non significa rifiutare di aiutare i loro figli o peggio non desiderare il meglio per loro.

Vediamo, quindi, qual è il ruolo dei genitori nei disturbi alimentari. 

Il delicato ruolo dei genitori nei disturbi alimentari

Molto spesso i genitori confondono un rapporto difficile con il cibo quale il rifiuto o il mangiare tanto con la già di per sè difficile fase adolescenziale. I cambiamenti possono generare nei giovani conflitti interiori e con l’ambiente esterno, proiettando una sensazione di confusione e smarrimento tipica di questo periodo della vita.

Non è raro osservare comportamenti aggressivi, urla, litigi, incomprensioni, che ritardano la diagnosi di disturbo alimentare

I genitori hanno un ruolo davvero difficile quando in famiglia c’è un disturbo alimentare. Prima di tutto devono accettare quanto sta accadendo e poi trovare le strategie giuste per aiutare al meglio i loro figli. 

Tra l’altro è stata osservata una serie di elementi comuni nelle famiglie con disturbo alimentare. A tal proposito vi consiglio il testo Psychosomatic families: Anorexia nervosa in context dell’autore Salvador Minuchin, in collaborazione con Bernice L. Rosman e Lester Baker. Il testo è in lingua ma ne vale la pena leggerlo.

Questi autori hanno notato attraverso delle ricerche comportamenti tipici dei genitori e in generale del contesto familiare quale l’iperprotezione, la rigidità e la mancanza di comunicazione.

Rigidità e mancanza di comunicazione la riscontro molto spesso anche io in clinica, molti genitori assumono una comunicazione totalmente sbagliata con i figli, coinvolgendoli nei loro conflitti, evitando di ascoltarli o imponendo il proprio modo di pensare.

Tutto questo si ripercuote sui figli e in quelli con una sensibilità e una predisposizione differente tendono a riflettere il proprio disagio nel rapporto con il cibo.

Difatti, anche per noi funzionalisti i disturbi alimentari sono strettamente connessi al desiderio dei figli di ESSERE VISTI, TENUTI E AMATI.

Perché si sviluppano i disturbi alimentari?

I fattori che concorrono a questo delicato e difficile stato patologico sono multipli.

Psicologico ed emotivo, ma anche motorio e fisiologico.


In genere sono le adolescenti che cadono nella trappola dei disturbi alimentari, ma nell’ultimo periodo sono tanti anche i ragazzi.

Si tratta per la maggior parte di adolescenti che hanno una grande necessità di affermare la loro autonomia e la loro forza. I ragazzi, attraverso l’opposizione al cibo, cercano di sottrarsi agli influssi forti dei genitori, specie delle mamme troppo invadenti e impositive della loro volontà e dei loro punti di vista.

La difficoltà ad avvertire sazietà e soddisfazione nel nutrirsi è un altro fattore che gioca un ruolo importante in tutti i disturbi dell’alimentazione.

Si tratta di una grave perdita di contatto con queste sensazioni che vengono dallo stomaco e dal corpo più in generale.


E infine, terzo fattore che incide nel far raggiungere condizioni di estrema gravità, soprattutto nell’anoressia, è la crescente difficoltà dell’adolescente ad avere un’immagine giusta e corretta del proprio corpo.

Perché è importante il sostegno dei genitori?

Il sostegno dei genitori è fondamentale per i figli che soffrono di disturbi alimentari.

I genitori, tuttavia, possono rivelarsi anche il peso che li fa affondare se non agiscono nel modo più giusto.

Una volta valutata la situazione e stabilita la diagnosi, i sentimenti di frustrazione e impotenza sono del tutto normali.

I genitori potrebbero non vedere i progressi, giudicarli troppo lenti o addirittura notare dei peggioramenti.

Possono anche colpevolizzare i figli, senza capire che sono proprio loro a vivere il momento peggiore. 

È molto importante che i genitori siano uniti, che esprimano le loro emozioni e si sostengano a vicenda. Inoltre, devono seguire le regole stabilite dallo specialista e fidarsi o rivolgersi a qualcun altro se il professionista scelto non ispira loro fiducia.

Pensare di farcela da soli è sbagliato.

Nella maggior parte dei casi i genitori, difatti, non hanno le informazioni o le risorse necessarie per aiutare i figli in totale autonomia.

L’importanza della Psicologia Funzionale

Due sono gli obietti da raggiungere, che il figlio si impegni a seguire le regole e che trovi nel dialogo con i genitori la motivazione sufficiente per riuscirci.

La terapia Funzionale si occupa di andare a recuperare quelle esperienze fondamentali che nella prima infanzia del bambino non sono state attraversate in maniera ottimale. Grazie ad un progetto terapeutico altamente specifico e studiato sul caso specifico ha l’obiettivo di ritrovare nell’adolescente la forza, la progettualità, lo slancio di vita.

Accanto al progetto terapeutico per il singolo, la terapia funzionale coinvolge anche la famiglia che in questo caso specifico è fondamentale per il successo dei genitori.

Questi ultimi, dal canto loro, devono mettere in conto che alcuni loro comportamenti errati, per quanto non voluti, devono essere rimediati. Di fondamentale importanza vi è la voglia di mettersi in gioco, la determinazione nel cambiare rotta e la capacità di comprendere che non è una questione personale genitori/terapeuta.

Molti genitori, sentendosi in colpa e non accettando i loro errori, entrano in competizione con il terapeuta, intrecciando un braccio di ferro inutile che ha come unica conseguenza il fallimento totale dell’intero percorso. Alla prossima!

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Lettura consigliata: Psychosomatic Families: Anorexia Nervosa in Context (Inglese) Copertina rigida – 1 luglio 1990

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