Il ruolo dello psicologo prima e dopo la chirurgia bariatrica

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Un rapporto disfunzionale con il cibo non può essere risolto con la sola chirurgia bariatrica.

A lungo la causa dell’obesità è stata ascritta ai fast food, alle bibite gassate e all’allontanamento dalla dieta mediterranea. Oggi sappiamo che sovrappeso e obesità necessitano di prospettive differenti e che gli aspetti emotivi e psicologici non devono assolutamente essere snobbati. Basti pensare a quanto sia diventata esponenziale la richiesta di trattamenti atti a ridurre il fenomeno e quanto la chirurgia bariatrica occupi uno spazio sempre più importante. A tal proposito oggi rispondo ad una domanda che sempre più persone mi sottopongono.

Qual’è il ruolo dello psicologo prima e dopo la chirurgia bariatrica?

Nella riuscita dell’intervento e in particolare nel mantenimento del calo ponderale gli aspetti emotivi giocano un ruolo fondamentale. Ecco perché la sola azione chirurgica non riesce a correggere a lungo termine quegli atteggiamenti disfunzionali che sono stati la causa del rapporto problematico con il cibo. Basti pensare a coloro che si sottopongono alla chirurgia bariatrica ottenendo un calo ponderale consistente pagando lo scotto di una vita ansiogena. Mi riferisco ad esempio a coloro che dopo aver perso peso intrattengono una relazione ossessiva con la bilancia, pesandosi prima e dopo i pasti, prima di un viaggio, al ritorno da quest’ultimo sempre con il terrore che l’ago non solo non sia sceso, ma addirittura sia salito.

Affidarsi  alla chirurgia senza considerare e utilizzare gli aspetti e gli strumenti della psicologia è la soluzione di chi non vuole vedere e conoscere le cause del problema.

Le stesse  Linee Guida della S.I.C.OB acronimo di Società Italiana Chirurgia dell’Obesità individuano, tra i primi passi da compiere,  la valutazione psicodiagnostica. Grazie a quest’ultima si determinano  non solo le caratteristiche di personalità del paziente, ma anche le eventuali controindicazioni specifiche per la chirurgia bariatrica. La S.I.COB, inoltre, consiglia specificatamente un percorso di sostegno psicologico successivo all’operazione, che possa accompagnare la persona in questo nuovo cammino della vita.

Lo psicologo quindi  è importante prima dell’intervento perché individua  le caratteristiche di personalità del paziente, soprattutto in termini di risorse, al fine di contribuire al successo dell’intervento, inteso come risultati a lungo termine, attraverso un trattamento multidisciplinare. Diventa fondamentale successivamente per aiutare il paziente non solo a restare in un range ponderale ottimale, ma anche e soprattutto, a vivere questa sua nuova condizione in maniera serena. La letteratura clinica in merito evidenzia, difatti, che nei primi due anni dall’intervento si ha una riduzione del peso del  50-60% ma che purtroppo  circa il 20% di essi fallisce nel perdere una significativa percentuale di peso. Questo fallimento è attribuibile a fattori psicologici. Allo stesso tempo, coloro che invece sono stati seguiti da uno psicologo, non solo hanno mantenuto costante la perdita di peso, ma hanno ottenuto anche una migliore qualità della vita. 

Appare evidente, pertanto, quanto la componente psicologica, associata ad un insieme di variabili fisiche, psichiche e comportamentali, sia fondamentale nell’individuazione di  elementi comuni nell’obesità. Diventa ancor più chiaro, quanto l’intervento chirurgico,  pur essendo  una prassi incisiva  dal punto di vista fisico, non determina un cambiamento psicologico nei comportamenti della persona. Altresì, diventa indiscutibile quanto il supporto psicologico sia non solo importante, ma per certi versi indispensabile, per una buona qualità della vita. Per questo motivo la presenza dello psicologo, sia nel pre che nel post operatorio, ha un’importanza vitale, non solo nella valutazione ma anche e soprattutto  nel supporto al paziente. Alla prossima!

Dottoressa Rosaria Uglietti

Via Ludovico Ariosto 11 Aversa (CE)

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