Iohogiavinto A Tutta Vita, l’incredibile storia di una donna che ha fatto del cancro un motivo di crescita personale

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Buon giorno a tutti, in occasione della settimana per la prevenzione del cancro al seno, ho l’onore di ospitare sul mio blog una mamma speciale che in rete conosciamo tutti.

Benvenuti nel mondo di  Eleonora Magon

Intono alla metà di settembre ho pensato che non potessi avere testimonial migliore per questo progetto ed ho chiesto ad Eleonora se potessi intervistarla. Lei fiera, vulcanica e disarmante come sempre, non ci ha pensato due volte e mi ha detto sì! Conosco Eleonora da quasi tre anni, ho sempre avuto stima di lei e non perché, parlasse del cancro, ma del modo in cui lo faceva. Non l’ho mai sentita lamentarsi, è stata sempre come un leone, anche quando dentro era sfinita. Una mamma, con due bambini piccoli che deve lottare, come qualsiasi essere umano, per difendere se stessa e la sua prole. Ho lasciato libera Eleonora di esprimersi, affinché, potesse dire e non dire, tutto ciò che volesse.

Immergetevi con me in questa storia, ne uscirete arricchiti e sorridenti come ne sono uscita io.

Quanti anni hai, le chiedo e così inizia la storia

Ho quarantatré anni, l’ ho scoperto a quaranta ed ero già mamma. Sara aveva due anni e mezzo e Teo uno, stavo ancora allattando. Ero andata a fare la visita per un dotto ostruito e sono uscita con un tumore da scacciare.

Chiedo ad Eleonora se avesse avuto qualche paura folle del tipo:- Lo trasmetto col latte o cose simili, ma mi dice di non aver avuto il tempo di pensarlo perché glielo hanno immediatamente tolto. La suzione poteva accelerare l’espansione. Le pongo una domanda che potrebbe apparire banale, ma racchiude tutto ciò che può significare avere il cancro. E tu come ti sei sentita come donna e come mamma?

I primi giorni ero incredula, mai pensi che tocchi a te. Poi fino agli esiti prima dell’operazione, quelli che servivano a sapere a che stadio era e se avevo metastasi, ho avuto una paura fottuta. Appena capito che era tutto lì, senza metastasi mi sono sentita come un leone difronte alla gazzella, dovevo vincere io. Non c’erano altre opzioni nella mia testa. Solo la guarigione. Come mamma mi sono fatta aiutare per non far pesare troppo sui bambini. Sia a livello fisico sia a livello emotivo. A Sara ho sempre spiegato tutto passo, passo, a parole per piccoli ma sempre la verità. Come donna forse sto accusando più adesso con le cure ormonali di prima. E come dico sempre la tetta tutta di gomma è strana. Poi la mia protesi si è anche girata

Ho una tetta al contrario  eheheh.

La protesi girata è solo un problema estetico, avrei potuto rifare l’intervento per girarla, ma non è garantito che resti fissa, per cui ho scelto di tenerla così. Sono scelte, io preferisco star bene che essere bella.

Ecco, una persona così dimostra tutta la sua intelligenza, diffidate di chi vi dice che le donne siano solo rossetto, tacchi e soldi. Le donne sono un mondo variegato, fatto di tanti aspetti, compreso il:- Chissenefregadellabellezza!

Eleonora, contrariamente a quanto si potesse pensare, ha sempre fatto visite di controllo. Ogni  due anni circa e non avendo alcun caso in famiglia e andando dalla ginecologa una volta l’anno, lo si reputava sufficiente. Ed invece così non è stato.

Lascio ancora la parola ad Eleonora.

Le cure ormonali ( menopausa indotta chimicamente) è piena di controindicazioni, si tratta di una piccolissima pastiglia da prendere ogni giorno, ma che sconvolge le mie giornate. Il mio umore, il mio sonno, la mia temperatura corporea. Insomma, non sembra, ma si sta abbastanza da schifo.

Eleonora, come ha detto in precedenza, ha spiegato, passo, passo, alla sua bambina, ciò che ha avuto. Le chiedo:- Mi hai detto che a Sara lo hai spiegato,  mi dici come?

Le ho parlato che non stavo bene e che avrei dovuto fare un’operazione in ospedale. Mi avrebbero tolto la parte che non si stava bene e poi per star meglio avrei dovuto fare delle punture lunghe che mi avrebbero aiutata ma che subito subito mi lasciavano molto stanca. Tutto questo  per prepararla al fatto che stessi a letto dopo la chemio e che mi avrebbero fatto cadere i capelli.  Motivo per cui ho scelto di rasarmi e non mettere mai la parrucca.

Adesso che è più grande e mi chiede perché non ho la tetta, lo dice perché ho un seno senza il capezzolo, allora le spiego che ho avuto una malattia chiamata cancro e che il dottore in ospedale mentre ero addormentata mi ha tolto la tetta.  Il piccolo inizia adesso a chiedere qualcosa, anche a lui dico le stesse cose. Ti racconto solo che una volta sola girando canale si è vista l’immagine di una donna che faceva chemio senza capelli, credo fosse braccialetti rossi e Teo mi ha guardata e ha esclamato: Mamma! Indicando con la manina la tv. I bambini sono pazzeschi, riescono sempre a tirar fuori il meglio di noi e a sorprenderci per la loro saggezza. I bambini sono disarmanti, mia figlia si sdraiava accanto a me e mi carezzava per ore la testa pelata.  Le avevo fatto vedere le “borsette” con il drenaggio e ogni giorno le svuotava con me e si accorgeva di quando ormai rimanevano senza sangue.

Di contro io mi sono sforzata tanto per far sembrare tutto il più naturale possibile, sempre con il sorriso e ho fatto molte cose anche se mi sentivo sfinita. A volte vorrei solo un divano, ma quello lo sognano poi tutte le mamme del mondo, eheheh.

La serenità con cui Eleonora racconta, il suo spirito ironico e la sua sagacia vorrei infonderla in tutte le donne. Molto spesso il nostro peggior nemico non è la malattia, ma come la viviamo. So che queste mie parole sono forti, ma è vero. Lei stava per perdere tutto ed ha ritrovato se stessa. Le chiedo quindi:- Cosa provi quando racconti la tua esperienza e vedi negli occhi delle persone disagio, imbarazzo o peggio pena. E lei con grande garbo mi risponde:- Mi dispiace, ma non tanto per me quanto per loro che mi fanno capire di avere poca empatia e che non capiscono quanto tutto questo mi abbia cambiata in meglio

Mi fa, invece, molto male chi lo maledice o simili perché è come lo facesse verso di me.

Insomma io mi sento parte della malattia e la malattia sono io, odiarla è come odiare me..

Non so se mi sono spiegata. Le chiedo se può essere più specifica e mi dice:-

Se vedo astio o rabbia per loro motivi personali non mi ci metto nemmeno.

Le persone capiscono solo quello che vogliono capire.Mi rendo conto di aver perso tanta rabbia che avevo prima per ogni cosa.Adesso mi sento più consapevole davvero del senso della vita, le piccole cose che contano davvero.

Ricorderete che Eleonora ha dovuto smettere di allattare e le chiedo:- Hai dovuto smettere per forza, cosa hai provato e cosa pensi di chi sceglie di non farlo. Lei con grande saggezza mi dice:- Non avrei voluto smettere e mi dispiace averlo fatto così, in modo non graduale. Io sono pro allattamento perché secondo me è un atto naturale intimo personale bellissimo. Ma io sono da sempre per il vivi e lascia vivere per cui ogni mamma è libera di fare la propria scelta.

Ogni mamma dovrebbe trovare il giusto mix di benessere suo e del proprio figlio e su quello fare le proprie scelte. Ogni mamma vuole e il bene del figlio. E non si è più o meno mamme se si allatta o no.
Io ringrazio Eleonora per la disponibilità e per la grande onestà con cui si è raccontata. Ho cercato di entrare nel sul mondo in punta di piedi, a modo mio e come ogni storia che ho raccontato finora, anche questa mi ha insegnato. No, non parlo della serenità, sarebbe scontato, tanto meno di ciò che si può imparare dalla malattia, parlo del sorriso di Eleonora. Lei avrebbe mille motivi per odiare il mondo, ma ne trova mille e uno per sorridere e sorriderne. Alla prossima!

 

 

 

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