Le intolleranze che non ti aspetti:Fruttosio e Sorbitolo

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Oggi di test per le intolleranze ce ne sono a iosa, possiamo testare tutti gli alimenti e alcune volte anche con metodi piuttosto bizzarri. La comunità scientifica, tuttavia, è riuscita a studiare in maniere sufficiente, solo gli effetti di quattro sostanze, glutine e lattosio che già abbiamo incontrato e fruttosio sorbitolo.  Questi ultimi, al pari del lattosio, sono degli zuccheri e l’intolleranza ad essi è dovuta a un deficit enzimatico che fa sì che questi non vengano scissi nei loro costituenti monosaccaridi e quindi assimilati. La conseguenza, come abbiamo visto è la loro fermentazione, con successiva produzione di gas che causa disturbi intestinali. Se pensiamo a quanto questi elementi siano diffusi, possiamo comprendere come esserne intolleranti diventi un problema per la vita di tutti i giorni.

Cos’è il sorbitolo?

Il sorbitolo  è uno zucchero presente nella frutta ed in particolare nel sorbo, dal quale prende il nome. È  usato   come additivo per il suo potere edulcorante, infatti, è spesso utilizzato nei prodotti dolciari quali caramelle, gomme da masticare, oppure, nei farmaci. Converrete con me che nelle caramelle dietetiche il cui uso di sorbitolo è oltre modo utilizzato, contribuisce a determinare gonfiore in tutte quelle persone che ne sono intolleranti e non ne sono a conoscenza. Il sorbitolo, inoltre, è una molecola osmotica, per cui favorisce la fermentazione, ecco perché, anche se non si è intolleranti, facilmente, può provocare reazioni intestinali e gonfiori, nonché tensione addominale e diarrea.

Cos’è il fruttosio

Il fruttosio  è uno zucchero presente naturalmente nella frutta, nel miele e nei vegetali. Spesso è anche addizionato ai cibi lavorati per dolcificarli e prolungarne la conservazione. Fra gli alimenti a maggior contenuto di fruttosio abbiamo le banane, i pomodori e l’uva matura.

Sorbitolo e fruttosio accompagnano la nostra vita di tutti i giorni, esserne intolleranti influisce e non poco sulla qualità della stessa. Sospettare e diagnosticare una intolleranza a questi due elementi non è semplice, proprio, perché, sono quasi onnipresenti sulle nostre tavole. L’intolleranza al fruttosio si manifesta a seguito dell’assunzione di questo zucchero, ma poiché ogni individuo ha una differente soglia di tolleranza, ogni soggetto reagirà in maniera differente alla sua assunzione. Questo il motivo che rende difficile diagnosticare una tale intolleranza. Nel bambino i sintomi sono per lo più di natura gastrointestinale, quindi nel caso il tuo piccolo avrà intolleranza al fruttosio andrà incontro a vomito e diarrea. Tu non spaventarti, ma rivolgiti subito al tuo pediatra. Nell’adulto oltre a questi segnali, si potrebbe osservare anche ingrossamento del fegato e danni renali.  Altri sintomi dell’età adulta sono stanchezza generale e cattivo colorito. Tali sintomi però essendo assimilabili ad altre patologie, rendono purtroppo più complicato diagnosticare tale intolleranza, tanto è vero che l’intolleranza al fruttosio, di solito, non è neanche presa in considerazione. La cosa migliore da fare è sempre rivolgersi ad un buon medico, magari un gastroenterologo che sappia diagnosticare il tuo malessere e restituirti una buona qualità della vita! Mai, mai, mai fare di testa propria. Alla prossima!

 

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