Le (mie) certezze sulla felicità

1
523

Oggi è la Giornata Mondiale della Felicità e voglio condividere te cosa ho imparato in questi anni proprio sulla felicità. Ai tempi dell’Università ho studiato tanto le emozioni ed ho appreso che si tratta di uno stato d’animo. Ciò che ho imparato nel tempo è che ci si può allenare alla felicità. Ricordi il gioco della felicità di Pollyanna? Ebbene io ci credo! La felicità è uno stato che prescinde dagli eventi esterni, arriva da dentro ed è ciò che ci fa sentire in pace e ci fa vivere bene. Ho imparato che siamo noi, ed esclusivamente solo noi, a dare alla felicità la possibilità di nascere. Non sono impazzita e se un po’ mi conosci, sai che potrei avere mille motivi per non essere felice e ti garantisco che anche io ho i miei momenti bui, ma mi basta fermarmi un attimo e cercare la felicità dentro me. Grazie al percorso che ho intrapreso un po’ di tempo fa, è iniziato il mio cambiamento. Sto coltivando i miei sogni e soprattutto, ho capito che si può essere felici anche quando si parte da una situazione di serie difficoltà, come la mia ad esempio. La felicità non deriva dai beni materiali, anche se in realtà, sappiamo bene quanto le difficoltà economiche possano contribuire al nostro senso di disagio. In questi anni ho capito che la vita non è quasi mai come noi pensavamo da piccoli, non rispecchia quello che immaginavamo, perché, spesso ed io ne sono un esempio, la vita ci pone delle sfide importanti, eppure sono proprio quelle che ci aiutano a crescere.

Ho pensato allora di fare una lista di quello che ho imparato sulla felicità e su come coltivarla. Sei pronto?

La felicità è un abitudine. Si hai letto proprio bene. Non c’è cosa migliore per accrescere la propria felicità che cancellare le proprie brutte abitudini. Sono sempre stata di indole una persona che non si abbatte ed è proprio da lì che ho iniziato. Il mio lavoro, poi mi ha portato ad osservare il mondo e a vedere quanto ormai siamo abituati a percepire la realtà come triste e piena di affanni. Ho iniziato allora dalla mia quotidianità  a modificare quello che non funzionava e poi a portare questo cambiamento anche in casa, in chi mi circonda e nel mio lavoro. Ho iniziato a dedicarmi più tempo, a trovare soluzioni e non giustificazioni. Ho iniziato a non dare nulla per scontato, a partire da me stessa. Giorno dopo giorno ho visto cambiare tutto intorno a me e io ho iniziato a essere sempre più felice.

Felicità è imparare a lasciare andare. Tra le prime cose che ho lasciato andare sicuramente al primo posso ci sono le relazioni professionali basate sul niente. Quelle che credevo fossero necessarie e impossibili da evitare. Appena mi sono distaccata da queste finte relazioni, in cui il mio ruolo era il limone da premere è iniziata la mia vera scalata verso una professione più gratificante. Poi ho lasciato andare il parere degli altri. Le persone che mi circondavano non credevano in me, pensavano che mai sarei riuscita a diventare una libero professionista appagata. Mi sono sentita dire spesso che non sarei arrivata da nessuna parte. Hai visto questo, ti ricordi il figlio di, erano le frasi che più mi sentivo dire. Io ho sempre risposto che se non ci avessi provato non lo avrei mai saputo e credetemi di bastoni tra le ruote ne ho avuti tanti, anche da parenti prossimi. Ed invece eccomi qui, ad occuparmi solo del mio lavoro e a coltivare il mio sogno. Lasciare andare il parere altrui non significa avere la presunzione di conoscere la verità. Significa ascoltare se stessi e sapere che , non è importante sfondare ma provarci e soprattutto, perché il nostro cammino, la nostra vita, il nostro sogno, sono nostri e di nessun altro. Ognuno di noi vede il mondo con i propri occhi e avere delle divergenze non significa o con me o contro di me, significa essere consapevoli che non esiste un’unica verità.

Felicità è imparare a dire di no. Quando ero adolescente  ero una di quelle persone che credevano nel potere del si e questo veniva dalla mia educazione un po’ rigida. Che grande errore! Accontentare tutti a discapito di se stessi è quanto di più comune esista e quanto di più deleterio possa esistere. Quando ho iniziato a dire di no, in maniera consapevole e serena ho scoperto un altro modo di vivere. Ho costruito relazioni più sane e soprattutto, vivo meglio davvero. Non siamo obbligati a dire di si e prima lo impariamo prima iniziamo a vivere meglio.

Felicità è coltivare il proprio sogno e non lasciarlo morire in un cassetto. Quando ho conosciuto mio marito frequentavo la scuola in psicoterapia, ero grande. Avevo inseguito quel sogno a lungo, ma non provengo da una famiglia benestante e quindi ho preferito conservare quel sogno e tirarlo quando fosse giunto il momento giusto.  La vita poi mi ha fatto cambiare direzione o meglio io avevo deciso di sposarmi e avere un bimbo e continuare a studiare contemporaneamente, ma purtroppo la vita mi ha riservato ancora sorprese. Ho dovuto rimandare, perché la mia salute ha dato un freno alla mia vita, ma non mi sono fermata ed oggi sono qui con il sogno da realizzare, ma sulla strada giusta per realizzarlo.  Tu hai dei sogni nel cassetto? Ricorda che può diventare realtà per il solo fatto che tu lo hai messo lì. Si hai capito bene, aver messo un sogno nel cassetto ti da la certezza che potrai sempre tirarlo fuori ed io ti invito a farlo, ora!  Riprendi il tuo hobby lasciato da parte,  riprenditi la vita che avevi voglia di vivere perché se ci sono riuscita io con tutti i miei affanno, puoi farlo anche tu. Alla prossima!
Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo sui tuoi canali social, diffondiamo il seme della felicità e se non sai come fare contattami ti spiegherò la strada per la felicità, ti aspetto!

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here