Lucia: i delattosati mi hanno fatto sentire meno sola

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Lucia è una mia amica dell’infanzia, da sempre intollerante, tanto da non ricordare neanche più quando le è stata diagnosticata la patologia.

Benvenute nel mondo di Lucia

Ciao Lucia e benvenuta, quando hai scoperto di essere intollerante al lattosio? La mia intolleranza, in realtà, l’hanno scoperta i miei genitori quando ero molto, molto piccola. Ciò che ricordo sono i loro racconti. Mi è sempre stato detto che quando provavano a darmi del latte io vomitavo. Poverini, hanno dovuto controllarmi giorno e notte, perché, oltre a vomitare, ovviamente ero piccolissima. Non riuscivo a prendere peso, ma non si riusciva a capire cosa fosse.  Questo mi ha sempre fatto sentire in colpa, perché credo che sia stato davvero difficile per loro riuscire a gestire il tutto.  Io ho un deficit congenito di lattasi, ma se ti dovessi dire come lo hanno scoperto anni fa non saprei. Molto probabilmente i medici dell’ospedale in cui i miei genitori mi hanno ricoverato all’ennesima crisi di vomito, devono aver optato per le analisi genetiche. All’età di quindici anni sono andata da un medico gastroenterologo, perché, avevo sempre mal di stomaco e lui ha optato per il  Breath test che è risultato positivo, la risposta del test per me era scontata. Ti dirò che quasi non volevo eseguirlo, visto che conoscevo le mie condizioni, ma per non entrare in polemica mi sono sottoposta all’esame. La mia infanzia è stata molto difficile, ho sempre mangiato in maniera differente e sono sempre stata diversa. La mia normalità era avere una alimentazione che non potevo condividere con le mie amichette, anche a scuola ad esempio, dovevo sempre vivere con il terrore il momento della mensa. Il sabato ci portavano la pizza, erano tempi in cui l’intolleranza al lattosio era poco conosciuta ed io dovevo sempre sentirmi additata, perché, per evitare scariche intestinali, dovevo spostare quel pezzetto che tutti bramavano.  Un giorno un mio amichetto mi disse:- Perché sei così strana? Perché sposti la mozzarella? In altre occasioni mi è stato detto:- Visto che sei così scema da non mangiarti il pezzo di mozzarella perché non lo dai a me, anzi, perché il sabato non ti stai a casa? Quelle parole mi ferivano ma come facevo a spiegare a dei bambini che io quelle cose non avrei mai potuto mangiarle? La mia salvezza è arrivata di recente, quando negli scaffali hanno iniziato ad esserci prodotti delattosati ed io ho potuto finalmente sentirmi una persona normale. Nelle mura di casa mia, anche oggi che sono sposata, mangiare senza lattosio è normale.  Mio marito ha deciso di aiutarmi in questa alimentazione e quindi anche lui non mangia lattosio e derivati, la famiglia d’origine come immaginerai lo fa da tempo! Il problema nasce quando devo uscire con gli amici  e  non posso scegliere dove andare. Ad esempio se c’è un nuovo locale che si vuole scoprire, oppure, quando si vuole fare qualcosa di diversi. Evito, spesso, di andare ai compleanni, evito di uscire quando non conosco il luogo, perché, la mia paura è sentirmi male in strada.  Si vive con il terrore di questo. Ti faccio un esempio banale,  anche nei momenti in cui non c’era questa attenzione per le intolleranze, io sapevo gestirmela se uscivo con il mio fidanzato, oppure, con le amiche. Il problema è sempre sorto nelle feste di compleanno, dove spesso, la mancanza di conoscenza mi porta ad evitare di andarci. Questa cosa, ad esempio, da piccola mi faceva davvero soffrire. Non mi invitavano alle feste di compleanno. Oggi ho dei ristoranti di riferimento in cui sono sicura di trovare prodotti senza lattosio, sono sicura di non star male e soprattutto, mi sento libera di scegliere. Il problema sorge quando non posso decidere io o quando sono fuori con gli altri. Considera, inoltre, che tutte le persone che hanno una intolleranza alimentare hanno un colon sensibile e questo significa essere più delicati degli altri. In termini pratici io devo stare attenta al lattosio, ai suoi derivati e anche a tutti quegli alimenti che fermentano il mio già delicato intestino. Un esempio? I tanto decantati legumi che sono buoni, cui non sono intollerante, ma che però sono alimenti che inducono la fermentazione. Ecco io devo stare attenta anche ad una bruschetta di fagioli, capirai che non è semplice per me e per chi mi sta accanto. Io poi non mi faccio mancare nulla, la mia intolleranza mi provoca reazioni anche a distanza di ore, quindi davvero se non conosco il luogo evito.

Lucia è una delle tante persone intolleranti che ha subito su se stessa la disinformazione altrui. la conosco da tanto da potervi dire che lei ci prova a vivere con il sorriso ma i torti subiti le hanno lasciato un vero dolore irrisolto.

A te che mi stai leggendo, se sei intollerante e vivi anche tu con il terrore, oppure, fatichi ad essere serena scrivimi racconterò, la tua storia e sarò felice di aiutarti. Potrai farlo anche restando anonima. Ricorda che offro anche consulenza online, per cui non lasciarti spaventare dalla distanza. Condividi questo articolo sui tuoi canali social, facciamo informazione.

A te che non soffri di intolleranze ricorda:- Al mondo siamo tutti diversi ed ognuno ha qualcosa che può dargli fastidio, può essere un alimento, oppure, un atteggiamento. Impariamo a condividere gli spazi senza far sentire gli altri un peso. Alla prossima!

 

 

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