Marianna una donna decisa con il cuore di zucchero

0
862

Oggi incontriamo Marianna, meglio conosciuta come Chic and  Sugar. Ho conosciuto Marianna qualche mese fa e mi ha colpito subito la sua socievolezza. Come sapete non sono una grande amante dei social, sono sempre un po’ distratta, quindi è difficile che io conosca anche il più blasonato dei blog. Con lei è stato diverso, forse perché, il cognome Esposito per me è importante, non solo è il tipico cognome napoletano, ma è anche il mio da sposata. Ho iniziato a guardare le sue foto e vi assicuro che non si è capaci di smettere, Marianna è di una bellezza disarmante, il suo modo di scrivere lascia trasparire molto del suo animo e così le ho chiesto se volesse partecipare alla rubrica. Non ci ha pensato due volte, è stato subito sì e sapete qual è la cosa più bella di tutta questa storia? Beh ve lo dico subito, è stata una delle poche cui non fregava niente del link al suo blog, infatti, l’ho inserito di mia spontanea volontà, lei aveva piacere di raccontarsi. Aveva voglia di rispondere a quelle domande e mi ha detto una cosa che porterò con me nel cuore:-Finalmente delle domande a cui ho un enorme voglia di rispondere e fatte bene soprattutto, domande non banali, grazie Rosaria.

Benvenuti nel mondo di Marianna

Marianna ha un bambino che si chiama Diego Armando e senza girarci intorno, sì il nome è ispirato al pibe de oro. Quando Diego venne a Napoli negli anni ottanta era di uso comune mettergli questo nome, che diciamocelo, meglio di Ridge o simili eh. Ora passo la parola a Marianna che in merito allo scoprire che sarebbe diventata mamma mi dice:- Sono stata felice, perché, prima di decidere di avere un bambino, ho aspettato quattro anni dopo il matrimonio. Volevo prima realizzarmi personalmente e soprattutto volevo essere certa di essere pronta, anche se pronta in realtà non lo sei mai fino in fondo.  La maternità è un senso di responsabilità fortissimo, un figlio ti lega per la vita e la tua vita diventa la sua, il timore di non essere all’altezza spesso accomuna molte donne.

Marianna purtroppo, non ha avuto una gravidanza semplice e come in tutte le circostanze simili, il suo primo pensiero è stato accertarsi che il bimbo stesse bene. Prendendolo in braccio si è sentita libera o come dice lei:- Ho provato un senso di liberazione, la gravidanza è stata un po’ difficile, sono dovuta rimanere a riposo per molti mesi. Ero esausta, non vedevo l’ora di vederlo e soprattutto di accertarmi che lui stesse bene. Poi l’ho visto ed ho capito che in quel momento sarebbe iniziato il mio meraviglioso viaggio.

Per lei essere mamma significa essere un porto sicuro e la parola le suscita dolcezza, forza e capacità di non mollare mai.

Anche a Marianna non hanno dato il tempo di farla partorire che sono iniziate le domande un po’ sciocche del tipo:- Quando fai il secondo figlio? Ma fatemi godere ancora il primo! In realtà poi mi sono fermata al mio piccolo Diego Armando e sono rimasta mamma di un figlio unico. Per destino, per volontà  per necessità, forse per tanti motivi, ma ringrazio già per aver potuto realizzare questo bellissimo desiderio.

In queste parole mi rispecchio tanto, anche a me, come a tutte le mamme hanno chiesto quando facessi il secondo. La superficialità con cui si guarda e ci si relaziona ad una neo mamma è disarmante. Qualcuno che si fosse ricordato che Marianna, come me del resto, non ha vissuto un momento facile, forse lo hanno dimenticato o meglio, non ci hanno proprio pensato. Perché, diciamocelo, quando nasce un bimbo, la mamma scompare. Per fortuna però Marianna è stata fortunata e la famiglia le è stata molto accanto. Con la sua ironia mi dice:- Sono stata fortunata ho avuto accanto una famiglia presente, ma inizialmente vorresti il libretto delle istruzioni, le modalità d’uso, la risposta giusta ad ogni situazione, praticamente una cosa impossibile. Poi ti rendi conto che non esiste un modo universale di essere madre, esiste il tuo modo unico ed inimitabile.

Marianna come tutte le madri si chiede se il suo lavoro di mamma lo stia svolgendo bene, pensa alla sua educazione e se avrà buoni frutti, pensa alla violenza della società e mi dice:- Vorrei che mio figlio fosse un uomo di carattere, felice, realizzato, vorrei che incontrasse nel suo cammino le persone giuste. Oggi la società mi spaventa, temo le amicizie sbagliate, le fragilità degli adolescenti, la volontà stupida ma umana di voler essere sempre accettati da tutti. Spero sia un ragazzo in grado di fare scelte giuste, in questo ovviamente avrà un ruolo fondamentale l’educazione che saremo in grado di dargli io e mio marito.

Marianna ha un forte senso del dovere e vorrebbe fare tutto in maniera quasi perfetta, difatti, fra le sue difficoltà c’è quella di conciliare l’essere madre. Mi dice ancora:- Ho difficoltà con il mio essere moglie e donna lavoratrice. Per carattere tendo a non voler cedere su nulla, vorrei sempre riuscire a realizzare tutto al meglio, ma capisco che non è sempre possibile e spesso a qualcosa devo rinunciare con dolore e gran fatica. Non sono una mamma perfetta, ma sono una mamma felice e questa seconde me è già una grande conquista contro le difficoltà.

Beh direi che l’ importante non è essere perfette,  l’importante è sentirsi appagati, soprattutto, in un mondo come il nostro dove sulla carta si enfatizza la donna e la famiglia. Nella realtà dobbiamo scegliere tra figlio e lavoro, oppure, tra un uomo e la propria sopravvivenza.

La speranza è di aver messo al mondo un uomo felice e di cui io potrò sempre essere orgogliosa. Tengo moltissimo al fatto che mio figlio sia un uomo forte e degno di stima.

Adesso tocchiamo un argomento delicato, l’allattamento, lascio a Marianna il suo racconto.

Ho allattato al seno solo per 15 giorni, perché, Diego Armando non si attaccava e quindi dovevo alternare l’allattamento al seno con il latte artificiale. E’ stata un esperienza terribile e durissima . Tirarsi il latte con la tiralatte mi procurava un dolore fisico enorme. Un dolore che in quel momento già provata psicologicamente dal parto, non ero in grado di sostenere. Cosi al dolore del corpo si aggiungeva quello dell’anima. E’ stato un periodo molto duro, per altro alcune persone  tentavano stupidamente di farti sentire in colpa perché avevo deciso di allattare artificialmente. Io ad un certo punto me ne sono fregata e pur amando mio figlio alla follia, ho scelto me stessa ed ho scelto di non soffrire più, dandogli solo latte artificiale. Una mamma triste trasmette a suo figlio tutto il disagio e cosi ho preferito la serenità, biberon a gogo.

La serenità con cui Marianna racconta anche il suo dolore rappresentano in pieno la sua forza e la sua dolcezza. Le chiedo cosa pensi di tutto questo accanimento nei confronti dell’allattamento al seno e lei con grande intelligenza mi dice:- Credo sia una sciocchezza enorme, sia chiaro io non sono un medico quindi non parlo dei benefici che può dare il latte naturale rispetto a quello artificiale, che credo sano indubbi. Ma se il latte non è sufficiente ed il bambino non riesce ad attaccarsi, oppure il dolore fisico per una mamma è troppo grande, non credo sia giusto accanirsi. Ho sempre pensato che il rispetto per la salute dei nostri figli, vada pari passo al rispetto per se stesse.

Marianna nella vita di tutti i giorni è una manager del settore bancario, mi faccio spiegare da lei:- Gestisco delle filiali nel settore bancario, gestisco persone, numeri e risultati. Amo profondamente il mio lavoro che mi coinvolge tantissimo e di cui ho un enorme rispetto. Marianna è anche una blogger,  le chiedo perché questa scelta. Mi dice:- Ho fatto questa scelta perché amo scrivere, amo comunicare con le persone ed oggi il blog ed i social in generali sono un meraviglioso ponte di comunicazione con gli altri, ovviamente vanno usati nel giusto modo . Sono molto orgogliosa del risconto che ho nelle persone che mi seguono, mi dicono sempre che so entrare nelle loro case e nel loro cuore in maniera semplice e mai irruenta, io non do soluzioni e non giudico, semplicemente racconto le mie esperienze ed il mio modo di pensare, che spesso coincide con quello di moltissime mamme, mogli e donne lavoratici sempre in bilico tra famiglia e vita personale.

Le chiedo se vuole aggiungere qualcosa e mi dice:- Ho raccontato tantissimo di me, mi piace essere un libro aperto per gli altri, non temo i giudizi , mi piace il confronto e tendenzialmente non sono una timida. Però mi piacerebbe chiarire che la mia presenza sui social non è mero esibizionismo, ma è frutto di un progetto studiato e costruito con passione e professionalità. Mi piacerebbe che passasse l’enorme sforzo che faccio per coltivare una passione: la scrittura e un domani chi sa,  pubblicare quel libro che ho chiuso in un cassetto, che ho lasciato a metà, proprio li accanto ad un sogno da realizzare.

Marianna è davvero una bella persona, con cui sento di avere tanto in comune, oltre alle radici vulcaniche intendo. Come si fa a non amarla, bella, solare, ma soprattutto di grande intelligenza. E poi diciamocelo una che chiama il figlio Diego Armando ha una marcia in più! Lasciando da parte le ironie davvero sono felice di questa intervista. Ci siamo lasciate con la promessa di sentirci ancora, perché, una donna così vale davvero la pena di tenersela stretta! Alla prossima!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here