Perché sono importanti i papà nella formazione psicologica dei figli

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Ricordo da bambina una domanda che odiavo e che sicuramente avrete sentito anche voi:- A chi vuoi più bene a mamma o a papà? Ecco, ho sempre pensato che questa fosse la frase più sciocca che si potesse porre ad un bambino e che bisognerebbe invece evitare. Facendo questa domanda si insinua che  le due figure non abbiano pari importanza, niente di più falso. E soprattutto, si scatenano sensi di colpa o peggio di disorientamento. Mamma e papà sono complementari e fondamentali per lo sviluppo del piccolo, tuttavia, oggi vediamo la figura più bistrattata in gravidanza e nei primi mesi di vita del bambino, il papà.

I papà, sono figure sottovalutate e strapazzate, in realtà, rivestono una funzione importante nello sviluppo del piccolo.

Perché sono importanti i papà?

Già dalla gravidanza i papà sono importanti perché devono accogliere una nuova vita, ma anche e soprattutto devono contenere le paure e le apprensioni della mamma.  

Alla nascita molti papà scelgono, dove possibile, di partecipare al parto e ciò è molto importante. Il sostegno e la complicità dei genitori sono fondamentali per la vita futura del nascituro.

In caso di allattamento misto i papà possono essere di grande aiuto nella crescita del piccolo, non solo aiutando la mamma, ma sviluppando quel senso di attaccamento determinante per lo sviluppo dell’autostima nei bambini. 

Come è cambiato nel tempo il ruolo dei papà

L’attuale periodo storico e sociale, del tutto nuovo, sembra stia portando novità e cambiamenti per la figura del papà che, nell’immaginario classico, è sempre stata considerata la figura autoritaria della coppia genitoriale,  ma anche quella fredda e lontana perché impegnata nel lavoro fino a sera. Questo in parte è vero, mio padre lavorava fino a tardi, ma la domenica era solo per noi. Ciò che sta cambiando in verità è solo la libertà che i papà si stanno dando di poter esprimere i propri sentimenti.

Storicamente parlando, infatti, i papà non erano considerati responsivi  per le richieste del bambino, inadeguati alla cura, alle necessità e ai bisogni emotivi del figlio; una figura quindi per lo più assente nel percorso di sviluppo in cui il suo ruolo educativo si concentrava soprattutto nel dare comandi e punizioni. I piccoli di un tempo avevano timore dei papà, delle sue sgridate che provocavano sensi di colpa e conseguentemente un’importante lontananza affettiva. Diciamo pure, che le stesse mamme erano complici di questa assunzione di austerità nella figura paterna, io stessa ricordo mia madre che per mettermi paura diceva:- Glielo dico a tuo padre quando torna. Quella frase rimbombava nelle mie orecchie come la più grande minaccia che potesse farmi e questo, soprattutto, in adolescenza, ma anche nella prima infanzia, induce sicuramente un allontanamento emotivo dalla figura paterna. Oggi per fortuna non sembra essere più così, anche se c’è ancora tanta strada da fare.

Nella mia attività clinica mi rendo, infatti, che esistono ancora quelli che chiameremmo  il padre all’antica, coloro che impongono regole, mantengono  la famiglia e sono gli unici detentori  delle decisioni familiari. E ogni volta che chiedo:- Ma sua moglie lavora, oppure, aiuta sua moglie? Mi rispondono:- Mia moglie sta a casa quello è il suo lavoro. Ma questa è un’altra storia.

Cosa dice la letteratura scientifica

Non esiste una vasta letteratura scientifica riguardo il ruolo dei papà, tuttavia, quando si parla di questo ruolo, si ha come punto di riferimento una ricerca fatta da Ronald Ronher e Abdul Khaleque.

Successive informazioni per chi volesse, può trovarle nel seguente testo: Rohner, R.P. e Khaleque, A. (2005). Handbook for the study of parental acceptance and rejection

La ricerca conclude che i bambini, in risposta al rifiuto da parte dei genitori, non solo tendono a sentirsi più ansiosi e insicuri, ma risultano anche più ostili e aggressivi nei confronti degli altri. Il dolore del rifiuto tende a ripresentarsi in età adulta, rendendo più difficile instaurare relazioni sicure e fiduciose con i loro partner.

Io prendo come punto di riferimento i miei ricordi d’infanzia e le osservazioni cliniche, ma ciò che maggiormente prendo in considerazione è la logica. Siamo tutti concordi nel ritenere deleteria l’assenza del papà in caso di separazioni o abbandoni, attribuendogli l’importanza che ha nella crescita dei piccoli.

Non sarebbe meglio dare importanza ai papà quando sono presenti e non considerarli indispensabile esclusivamente se accade una catastrofe in famiglia?

Alla prossima!

3 Commenti

  1. Ciao Rosaria,
    nel congratularmi sempre con te con i tuoi articoli molto interessanti, posso qui riportare l’importanza dei papà in merito la mia esperienza…come già sai oggi sono entrata al nono mese di gravidanza e per me il mio compagno è stato fondamentale in tutte le tappe della gravidanza, sostenendomi, facendomi passare l’ansia, accarezzandomi nei momenti di bisogno. Ci si completa ! l’unica persona che vorrei con me durante il travaglio ed in sala parto è solo unicamente lui…sa calmarmi e sa prendermi …..per ora mi fermo qui in quanto ancora devo passare alla fase successiva, ma ho voluto riportare la mia esperienza per far capire quanto l’importanza dei papà inizi al momento del concepimento stesso;)
    un abbraccio ed a prestissimo
    Silvia

    • Ciao Silvia, auguri per la gravidanza e il nuovo traguardo raggiunto, condivido in pieno ciò che dici, questo significa essere una coppia, sostenersi a vicenda. Come sai io non brillo per salute e in gravidanza mio marito mi ha aiutato tantissimo e ancora oggi lo fa, stare insieme significa proprio questo arrivare dove l’altro non arriva. Mio marito avrebbe voluto assistere al parto, ma il mio ginecologo non lo ha permesso, sapevamo fin da subito che non avrei avuto un parto naturale, sebbene Maya fosse in posizione fin dalla ventesima settimana ( e chi se lo dimentica quando decise di girarsi, mi sentii di soffocare). Sarà bello poi crescerlo insieme, le pappe, il bagnetto e tutto ciò che significa essere una coppia genitoriale, grazie per il tuo sostegno a presto !

  2. Quanto è importante il papà! Protegge la diade madre bambino nei primi mesi, aiuta il bambino ad ampliare lo spazio di libero movimento del bambino che muove i primi passi, pone le basi nella formazione della personalità…
    I papà andrebbero valorizzati e sarebbe bello se il mondo del lavoro li proteggesse, anziché allontanarli dalla famiglia per quasi tutta la giornata!

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