Quali sono le intolleranze più comuni?

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Quando si dice intolleranza si pensa solo al glutine, in realtà a fargli compagnia c’è anche il lattosio. Glutine e  lattosio sono i due elementi cui le persone sono maggiormente intolleranti. Scopriamo insieme queste due sostanze.

Il lattosio è lo zucchero contenuto nel latte. Alcune persone hanno una carenza di lattasi, l’enzima digestivo che scompone lo zucchero, la conseguenza di ciò è una intolleranza al lattosio.

Cosa accade in questi soggetti?

In questi soggetti il lattosio è trasportato direttamente nell’intestino crasso, senza subire alcuna scissione, la conseguenza di questa mancata scissione è la fermentazione batterica in loco. Questo il motivo per il quale l’intolleranza al lattosio si manifesta con dolori intestinali, eccessiva flatulenza ed episodi frequenti di diarrea.

Il glutine è la proteina presente nel grano. L’intolleranza al glutine è ben più conosciuta di quella del lattosio poiché spesso è associata alla celiachia, una patologia riconosciuta e in aumento, soprattutto nei bambini. A scoprire questa differenza tra intolleranza e celiachia sono stati i ricercatori della Maryland School of Medicine di Baltimora, in collaborazione con la Seconda Università degli Studi di Napoli. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista BMC Medicine. Vi confesserò che fino a poco tempo fa anche io non conoscevo questa distinzione ed è stato importante scoprirlo. Nella mia dieta ho ridotto il glutine ad esempio, ma non l’ho eliminato, poiché, non sono celiaca, ma fibromialgica. L’intolleranza al glutine comporta dolori addominali, colon irritabile, affaticamento, mal di testa, ma non comporta gravi lesioni intestinali. Nelle persone affette da celiachia, invece, il glutine scatena una reazione autoimmune, che attacca l’intestino e danneggia gravemente la mucosa intestinale, provocando una disfunzione intestinale permanente. In chi è affetto da fibromialgia si consiglia una riduzione del glutine, non una totale esclusione, ricordatelo sempre, MAI AGIRE DI TESTA PROPRIA. Ci sono distinzioni fra patologie, intolleranze, allergie e altre manifestazioni cliniche.

Che fare?

La prima cosa da fare nel caso in cui si evidenziano i sintomi citati in precedenza è rivolgersi ad uno specialista. MAI, MAI, MAI AGIRE DI TESTA PROPRIA! Troppe volte le intolleranze alimentari non sono prese nella giusta considerazione, questo porta a peggiorare la propria qualità della vita. Rivolgersi ad uno specialista è il primo passo, questi prescriverà dei test che si dividono in cutanei e del sangue, affinché, si possa scoprire quale sia la problematica. In genere molti specialisti tendono a prescrivere  la dieta a esclusione, ovverosia  l’esclusione dalla dieta del paziente degli alimenti sospetti per un breve periodo. Qualora i sintomi dovessero scomparire questi  vengono reintegrati gradualmente monitorando di volta in volta l’eventuale comparsa dei sintomi. Io propendo sempre per l’andare alla fonte, soprattutto, perché, alcuni soggetti possono essere più sensibili di altri e spesso una semplice esclusione dell’alimento non è la soluzione. In alcuni casi evitarli completamente è la soluzione migliore. Alla prossima!

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