Quando l’ansia ti imprigiona, La posta di una mamma psicologa

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Ciao, ho visto che sei una psicologa, posso raccontarti la mia storia? Racconto brevemente cosa è successo. Premetto che sono una ragazza che non ho mai avuto problemi di salute, solo varicella e qualche influenza qua e là, e vado in palestra. Sono però una persona ipocondriaca e ho la fobia delle pastiglie. A gennaio stavo prendendo degli antibiotici per L’helictobacter, ho iniziato la cura di mercoledì e il venerdì sera mi sono ritrovata al pronto soccorso per dispnea. Non ho ben capito ancora se è stata una reazione allergica all’antibiotico o un attacco d’ansia per colpa delle pastiglie che stavo prendendo. Mi hanno fatto l’esame del sangue, elettrocardiogramma controllato i polmoni, controllato l’ossigeno, raggi al torace ed era tutto perfetto. Tornata a casa è iniziato il calvario, ogni volta che stavo per addormentarmi avevo questo attacco d’ansia e mi mancava l’aria. Per fortunata questo fenomeno è durato solo due giorni. Sono seguita da un farmacista specializzato in omeopatia e sto assumendo dei farmaci omeopatici contro l’ansia. Il mio problema è che ancora oggi ho bisogno perennemente di fare respiri profondi e/o sbadigliare per prendere aria durante tutto l’arco della giornata.. quando lavoro e non ci penso va tutto bene, quando invece mi fermo riparte tutto da capo.. volevo chiedere dei consigli su come “superare” questa cosa, o comunque qualsiasi cosa ti senti per “aiutarmi”
Grazie mille margherita 

Cara Margherita, iniziamo col dire che indipendentemente dalla causa per la quale sei finita in ospedale, dal tuo racconto si evince uno stato di ansia di fondo che andrei a scrutare. Mi dici di essere ipocondriaca, dietro l’ipocondria si nascondono le nostre paure e a quelle devi guardare per comprendere cosa sia accaduto nella tua vita. Sicuramente c’è stato un evento scatenante, le pillole, ma esse sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Mi dici che sei seguita da un omeopata, ricorda che qualsiasi cosa tu prenda, medicina tradizionale o meno è sempre una sostanza che sta modificando il tuo sintomo, ma non lo sta risolvendo. I farmaci, gli integratori e qualsiasi cosa ingeriamo non possono risolvere una situazione di fondo che ti attanaglia. Io ti consiglio di rivolgerti ad un professionista del settore, non necessariamente a me, ma ad una persona in ogni caso che possa aiutarti a comprendere cosa sta accadendo. L’ansia è un’emozione positiva, ne abbiamo bisogno, ci aiuta a vivere bene, perché, ci allarma quando una situazione può diventare pericolosa. Allo stesso tempo però, l’ansia può diventare una nostra acerrima nemica, nel momento in cui si impossessa del nostro quotidiano. In questo momento l’ansia si è impossessata di te, lo confermi asserendo che quando ti fermi ricomincia tutto da capo. Spesso si fugge dai nostri pensieri credendo che in quel modo riusciamo a placare l’ansia. Ricorda, la fuga non porta a nulla, più fuggirai più renderai l’ansia un nemico forte. L’ansia è come la neve può essere soffice, bella, ma diventare dura e valanga. Come strategia iniziale posso invitarti a fare un po’ di respirazione diaframmatica, soprattutto quando i pensieri ti attanagliano. La respirazione è un’ottima strategia per risolvere gli attacchi di ansia e un valido strumento per vivere bene. Tutte le discipline che apportano serenità sono basate sulla respirazione profonda, il pilates, lo yoga e sull’attraversamento delle emozioni. Mi raccomando però, non scappare ancora, fa in modo che l’ansia possa ritornare una tua amica e se hai bisogno contattami pure. A presto!

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