Rabbia e aggressività in adolescenza che fare?

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Può accadere, che il turbamento derivante dai cambiamenti tipici dell’adolescenza, possa  provocare reazioni sproporzionate nei ragazzi. Crescere un adolescente non è sicuramente facile, per un genitore questa fase della crescita è ben più ardua dell’infanzia. La repentina  trasformazione del corpo, accompagnata alla scoperta di nuove emozioni e nuovi mondi da scoprire, può, nei ragazzi più sensibili, determinare una cattiva gestione dei cambiamenti. Ci possono essere, quindi, circostanze in cui il non saper gestire, possa far comparire rabbia e aggressività. Tale rabbia è rivolta, soprattutto,  nei confronti degli adulti, ma può accadere che sia rivolta anche contro i propri coetanei.

Perché accade ciò?

I cambiamenti adolescenziali innescano nei ragazzi reazioni differenti a quelle dell’infanzia. I vissuti dirompenti che non sanno ancora collocare, a maggior ragione se non hanno appreso da piccoli a tollerare le frustrazioni, possono sopraffarli. Fra i fattori che influiscono sull’incapacità degli adolescenti di controllare le proprie emozioni, inoltre, c’è anche la disattesa dei propri desideri e delle proprie esigenze. In particolare il fluttuamento ormonale che biologicamente provoca rabbia è uno dei fattori più importanti della rabbia. Non vi spaventate genitori, non sto dicendo che i vostri figli stiano diventando in automatico degli aggressori o peggio, dei violenti. Vi sto dicendo però che la funzione biologica e ormonale subisce uno shock. Il vostro ruolo è aiutarli ad incanalare queste emozioni. Gli scoppi di rabbia sono manifestazioni tipiche utilizzate dall’adolescente sia come forma di comunicazione del proprio disagio sia come ribellione e opposizione verso i genitori dai quali cerca in tutti i modi di separarsi e differenziarsi.

Lo scontro con mamma e papà

Durante l’adolescenza i ragazzi cominciano un naturale processo di separazione da mamma e papà. Questi ultimi non sono più le persone idealizzate nell’infanzia. Mamma e papà perdono il ruolo di super eroi.  Cari genitori il processo di emancipazione e individuazione adolescenziale è davvero un momento delicato. Fate un passo indietro nei ricordi e cercate nel vostro cuore il bisogno di privacy che emergeva nel vostro cuore. Basta ricordare anche il semplice stare nella vostra cameretta ad ascoltare musica. Riproponete questo bisogno ai vostri figli. Cara mamma lo so che vorresti tuo figlio sempre piccolo e legato a te, ricorda però che imporre la tua presenza, anche in maniera oppressiva è il primo passo verso uno scontro. Sappi e forse lo ricorderai, che in questi casi gli adolescenti si arrabbiano semplicemente per rivendicare i propri spazi. Tuo figlio molto probabilmente alzerà la voce con te, ma lo farà solo per sentirsi grande. Se riuscirai a mantenere la calma vedrai che andrà tutto bene.

Qualche consiglio 

Osserva e ascolta: caro genitore, osserva tuo figlio e cerca di capire la sua rabbia da dove arriva. Lo so che il suo comportamento ti fa venire voglia di andare nella sua camera e urlargli contro, in questo modo però, non faresti altro che scatenare ulteriormente la sua rabbia. Quando dentro di te si sarà placata l’ira  sarà necessario instaurare un dialogo franco con tuo figlio. Ascoltare è la parola d’ordine.

Metti da parte l’orgoglio ferito: caro genitore, sicuramente il comportamento di tuo figli ti delude e ferisce il tuo orgoglio di educatore. Devi  imparare a gestire i tuoi sentimenti. Lo so, improvvisamente ti trovi in casa un ragazzo sempre sul piede di guerra, sempre pronto a giudicare negativamente ogni cosa. Bisogna che impari a rispettare i confini che ti pone ed essere paziente. Ricorda che avrai degli ottimi risultati quando lascerai un margine sufficiente tra le emozioni ferite che hanno scatenato la rabbia e la tua reazione educativa.

Poche ma chiare regole: questo consiglio sono sicura che ti piacerà tanto. Le regole vanno rispettate sempre! Non c’è bisogno che in casa ci siano mille mila regole, ma quelle poche e soprattutto chiare che ci sono, devono essere rispettate.   Ricorda, infatti, che se è importante la tua disponibilità a capire le reazioni di tuo figlio, è altrettanto importante saper garantire un limite dal punto di vista educativo. Quel limite è determinato dalle regole che non bisogna infrangere. Le regole devono essere poche ma chiare e inderogabili. Mi raccomando però, non cadere nell’errore di dire un no a priori o dettato dalla tua emotività e dal tuo orgoglio ferito.  I no devono essere solo il frutto di una regola infranta. Alla prossima!

4 Commenti

  1. Da padre di un figlio in piena età adolescenziale ho letto con attenzione il tuo post e leggendolo ho visto scorrere le immagini della situazione in questo periodo a casa mia. E non c’è più niente di disarmante di trovare un equilibrio tra la voglia di implosione del figlio e la volontà di riequilibrare le tensioni e l’indisciplina.
    Ma poi, come dici bene tu, ripenso alla mia adolescenza e mi rassereno un poco e mi faccio coraggio: passerà….E poi è il giusto corso della vita..
    Comunque grazie per i consigli

    • Grazie a te per questo commento, sono sicura che dentro di te sai benissimo se tuo figlio conduce una vita che non gli procuri danno. Ogni genitore lo sa, sii paziente, anche se non è semplice. Prossimamente ci sarà una rubrica per genitori di figli adolescenti, i vostri racconti potranno servire a confrontarvi e a rasserenarvi, se vuoi partecipare, sarai ben accetto. Buona giornata.

  2. Stiamo iniziando il processo di crescita adolescenziale e a parte la rabbia che si sta manifestando in mio figlio piano piano, sto notando questa voglia di indipendenza sempre più forte. La prima cosa che faccio è pensare a come ero io all’epoca lasciandogli quello spazio di movimento ma quanto è difficile non poter intervenire. Grazie come sempre per questi momenti di riflessione.

    • Immagino la difficoltà nello stare a guardare, quando si avrebbe voglia di sfondare la porta e dire:- Tienimi con te nella stanza come quando eri piccolo. Grazie a te per il contributo.

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