Raffaele un vecchio, giovane papà.

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Raffaele è un ragazzo incontrato in ambito lavorativo, dopo i primi periodi di burrasca, è diventato un mio caro amico. Sono felice oggi di raccontarvi la sua storia. Lui ha poco più della mia età e due figli ormai adolescenti.

Benvenuti nel mondo di Raffaele

Raffaele mi dice che quando ha scoperto che sarebbe diventato papà ha provato un’emozione indescrivibile. A primo impatto, tra quelle che ricordo gioia e felicità inaspettata, ma anche timore nel saperlo crescere, anche perché è arrivato in un momento inaspettato e noi eravamo davvero giovani. Mi ponevo mille dubbi, soprattutto, riguardo l’essere una famiglia stabile duratura e dargli un futuro sempre migliore di quello vissuto da noi. Dopo l’euforia dell’arrivo di un fagottino che ti cambierà la vita tu ti  fermi un attimo e inizi a pensare che quando arriverà  su devi avere solidi e non ballerine. Comunque posso dire che saper di avere dopo nove mesi un figlio cambia la vita, da ragazzo che non se ne frega di domani e che pensa al sabato sera di sballo, diventi marito stabile e padre di famiglia.

Dovreste conoscere Raffaele, se lo vedete e vi fermate alle apparenze non pensereste mai sia un padre di famiglia e anche tanto premuroso.

Si emoziona a pensare al momento in cui ha preso il suo piccolo e mi dice:- Quando l’infermiera mi ha chiamato e me lo ha dato in braccio per la prima volta, non credevo ai miei occhi,  che quel fagottino sporco di sangue era il mio bambino e che da lì avrebbe cambiato tutta la vita. Sembrava stessi sognando, ma l’amore per lui non mi ha fatto capire niente.  L’ho preso con disinvoltura, come se fossi già abituato a prendere neonati.  Lo avrei stretto a me per ore, ma poi me l’ha tolto perché doveva essere ancora pulito. Da quel momento sembrava  il giocattolo più grande che avevo avuto nella mia vita, un giocattolo di amore, gioia e frutto dell’amore reciproco tra me e mia moglie.

 Come vi dicevo Raffaele a due figli adolescenti, per cui lui pensa, soprattutto, ai primi tempi e a quanto fosse giovane. Ricorda i timori che aveva, anche se in realtà tutti noi genitori sappiamo che le ansie genitoriali arrivano a qualsiasi età. In ogni caso mi dice che fra le sue difficoltà vi era proprio la giovane età. Mi dice:- Ora che sono cresciuti, quando  penso ai primi tempi, mi rendo conto che sono delle piccolezze rispetto ai problemi che  si presentano ora. Ritornando ai primi tempi le difficoltà sono state il non dormire di notte, i sintomi di febbre e le nostre paure, perché, i miei figli sono asmatici. Non è stato facile essere di supporto a mia moglie che essendo più giovane aveva ancora più timore di me. Per fortuna però con il primo figlio avevo la mia famiglia che ci supportava.

Qui un velo di tristezza prende Raffaele che non può non pensare alla sua mamma che non c’è più. Parla di lei e di come questa sua esperienza l’abbia fatto crescere e gli abbia dato ancora più stima nei confronti di quella donna. Avrebbe voluto averla ancora qui, come tutti noi che rabbrividiamo al solo pensiero di perdere i genitori, ma con il suo sorriso sornione mi dice:- Io lo so che lei ci guarda e ci protegge. Alla prossima!

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