Recensione: Come se tu non fossi femmina.

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Oggi è la giornata delle bambine e delle ragazze ed ho pensato bene di proporti la mia personale recensione del libro Come se tu non fossi femmina. Appunti per crescere una famiglia. Il libro, edito dalla Mondadori, nella collana Gaia, mi è stato gentilmente offerto da Anna da Re, digital PR e fashion blogger, si occupa di promuovere i libri online. Anna, attraverso una mail mi propone la lettura di questo testo, il cui solo titolo mi ha fatto dire subito:- Sì, lo voglio! L’autrice è Annalisa Monfreda, barese di nascita,  milanese di adozione, nonché direttrice di Donna Moderna e Starbene. Questo è il suo primo libro. Il ventisette aprile entra in casa mia questo testo, che dire splendido significa sminuirlo. Ho letto il libro in pochi giorni, ma qualsiasi parola utilizzassi per recensirlo mi sembrava poco e allora ho deciso di aspettare un po’ di tempo e farmi attraversare completamente dalle emozioni. Oggi sono pronta a parlarne.

Trama: Il racconto si apre con uno squarcio di vita vissuta. La famiglia è pronta per mettersi in viaggio e raggiungere la Croazia, ma il marito della protagonista improvvisamente da forfait. Il viaggio diventa così la riflessione di una madre e la domanda che molte donne si pongono:- Cosa significa avere due figlie nella odierna società? Ecco che allora questa donna elabora una lista di lezioni e principi che vorrebbe insegnare alle figlie. Prima fra tutte anteporre la cura di se stesse alla cura degli altri.

Recensione: Non vi nascondo che spesso mi sono immedesimata in questa donna. Io come lei sono totalmente priva di senso dell’orientamento, ho una figlia femmina e sono giunta alla conclusione che bisogna prendersi cura prima della propria felicità e poi pensare a quella altrui. Le donne sono cresciute con la sindrome della crocerossina, come coloro che devono salvare il mondo e gli uomini dai loro abissi interiori. Troppe volte alle donne si è chiesto di sacrificare se stesse per gli altri e ancora oggi molte donne credono che i propri sogni siano inferiori rispetto a quelli degli uomini della propria famiglia, siano essi i padri, i fratelli e/o i compagni di vita. Il libro  ti rapisce, ti incanta e per certi versi ti fa rabbia, la bravura dell’autrice sta proprio nel porti in una prospettiva di confronto e non di scontro. Attraverso ricordi, esempi e citazioni, l’autrice spiega prima di tutto  a se stessa e alle proprie figlie e poi a chi legge che le donne, ragazzine e bambine di oggi, possono affrancarsi dall’idea collettiva di essere degli involucri da guardare, usare e trarre piacere. In che modo? Imparando che valgono come persone prima di essere donne, che da sole si può attraversare il mondo e che la coppia deve essere complementare non subordinata.  Io mi sono sposata a trentotto anni con la consapevolezza che stare insieme significhi migliorarsi e non completarsi come spesso ci dicono e voglio insegnare la stessa cosa a Maya. Sono sicura che questo libro aprirà le menti di molti genitori e tu cosa aspetti? Corri in libreria e acquista questo libro. Non te ne pentirai!

 

 

 

 

 

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