Silvia quando la celiachia si trasforma in creatività

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Oggi ho il piacere, nonché l’onore di incontrare uno dei sorrisi più belli della rete, Silvia Butera, giornalista, conduttrice, autrice, food blogger, ma soprattutto una persona gradevole con cui confrontarsi. Devo dire che quando ho visto il suo curriculum mi sono abbastanza emozionata, una persona di spicco, abituata ad interagire con le testate giornalistiche, quelle vere intendo! Ho scoperto una persona con cui è davvero piacevole relazionarsi.

Ben venute nel mondo di Silvia

Silvia ha un blog incentrato sulla cucina senza glutine, frutto della sua celiachia. Vi consiglio di dargli uno sguardo perché è davvero ricco di informazioni e ricette squisite. Il blog si chiama Un po’ di sale in zucca, che lei cura con l’aiuto di una sua amica naturopata. All’età di venti anni scopre la celiachia e questo le da modo di esplorare un mondo sconosciuto ai più. Lascio a lei la parola. A mio padre diagnosticarono una dermatite erpetiforme e si scoprì che quegli apparentemente innocui foruncoletti fastidiosi sul gomito erano causati in realtà da una celiachia mai identificata. Celiachia che è ereditaria, così a me e a mia sorella prescrissero esami del sangue, risultati positivi e quindi gastroscopia. L’esito è stato identico per entrambe: celiachia. Io non ho mai avuto alcun sintomo, lei era un po’ anemica, ma ci dissero che i nostri villi intestinali erano già più o meno atrofizzati. Insomma, prima o poi ce ne saremmo accorte. Magari grazie a qualcosa di grave. Ricordo che, mentre attendevamo l’esito della gastroscopia, mia sorella mi disse:- Se viene fuori che son celiaca non so cosa faccio. Beh, lei la prese malissimo, io un po’ meno. Ho sempre vissuto il cibo con curiosità, si può sempre conoscere qualcosa di nuovo, si può sperimentare, si possono scoprire sapori nuovi. Certo, per una che viveva di primi piatti, di pane e di dolci, diciamo che non si trattava comunque di una buona notizia.

Silvia però, curiosa di natura e pragmatica di indole si è data subito da fare, infatti, mi dice che quella scoperta le ha aperto gli occhi. Ho imparato a leggere le etichette sugli alimenti, ho scoperto cibi dei quali non conoscevo l’esistenza. Ho imparato a cucinare quinoa, miglio, amaranto, grano saraceno. Ho scoperto che il glutine si nasconde in tantissimi alimenti, che la contaminazione è difficile da far capire a chi celiaco non è, che i ristoranti vanno selezionati con attenzione, che la pizza e il pane buono gluten free sono una manna rara. La celiachia mi ha avvicinata alla cucina. Perché molte cose è meglio prepararsele da sé, gli alimenti senza glutine in commercio sono spesso ben poco salutari. Inoltre si aprono porte su universi prima sconosciuti, fatti di piatti più vari, di spezie ed erbe, di legumi, di frutta e verdura, di cereali prima poco usati.

Silvia si è raccontata anche come madre, ma di questo parleremo in una prossima puntata.

Le chiedo in ogni caso se la celiachia ha avuto ripercussioni sul tuo essere mamma e lei mi racconta:-Mi ha resa da subito molto consapevole sull’alimentazione dei bambini, sulla voglia di cucinare per loro pappe sane con ingredienti che ho imparato a conoscere nel tempo. Ma altre ripercussioni no, non ce ne sono state. Le chiedo, inoltre, cosa pensi della grande diffusione della celiachia e mi dice:- È un bel temone. Un tempo non veniva diagnosticata. Mia sorella da piccolissima ha rischiato di morire, perché, allora ai pediatri la questione celiachia non passava nemmeno per la mente. Oggi è tra i primi esami che vengono fatti fare quando si hanno dubbi legati alla crescita e all’alimentazione. Il motivo per il quale sia così diffusa credo stia nel fatto che per troppo tempo abbiamo mangiato solo farine raffinate, abbiamo dimenticato i cereali antichi, abbiamo indebolito e avvelenato giorno dopo giorno il nostro corpo. Le chiedo anche se ci siano state ripercussioni sulla sua vita personale e professionale riguardo la celiachia e mi dice:- Non l’ho mai fatta pesare, la mia celiachia. C’è chi se ne scorda proprio, chi sa essere sempre attento senza che io fiati, chi è pronto a farmi sorprese portandomi qualche prelibatezza senza glutine inattesa. Non mi hanno mai fatta sentire diversa. Ma credo che molto dipenda da come una persona vive su se stessa la propria malattia (perchè sì, la celiachia è una malattia). Per me non è mai stata un problema, mi ritengo fortunata perché non è nulla di chè, perché mi ha aperta a nuove conoscenze, perché mi ha fatta crescere in consapevolezza. E nel caso di un invito a cena? Beh Silvia non poteva che rispondere in questo modo:- Accetto al volo! E in genere mi limito a dire:- Così, giusto perché tu lo sappia, sono celiaca. Del tipo che non posso mangiare le lasagne. Ma mi arrangio senza problemi e qualcosa che posso mangiare lo trovo sempre, non stare a preoccuparti.

Questa è Silvia, una grande donna, una persona intelligente, carismatica e socievole e poi … Ma avete visto quanto è bella? Che dirvi io spero un giorno di poterla abbracciare, si abbracciare, non solo conoscere, perché, la sua ironia e il suo sorriso me li porterò per sempre nel cuore. Grazie per aver partecipato Silvia.

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