Silvia una mamma specialiaca

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Oggi ritroviamo Silvia, ma questa volta in veste di mamma ed anche qui la sua fresca personalità è uscita fuori in maniera dirompente. Mi dice, infatti, che quando ha scoperto che sarebbe diventata mamma ha provato un misto di folle euforia e seria preoccupazione. Mi racconta:-Come spesso mi capita le decisioni più importanti della mia vita le prendo d’istinto, senza troppo ragionarci. Così è stato col diventare madre, è successo subito, da un giorno all’altro. Non ho avuto tempo per abituarmi all’idea. Quando il test di gravidanza è risultato positivo ho capito che in quel momento si chiudeva un capitolo della mia vita. Dal quel momento sarei stata diversa, non avrei più vissuto solo per me stessa, avrei avuto un bimbo al quale dedicare amore e attenzione. Beh, la cosa un po’ mi preoccupava, temevo che non sarei stata all’altezza del compito. Ma la gioia di aver dentro una vita nuova prevaleva su tutto. E poi continua:- È una cosa pazzesca, indescrivibile. Un miracolo. Appena ho preso tra le braccia mio figlio mi si è azzerato il cervello e non ho più pensato a nulla, ho solo sorriso, pianto e sentito un profondo tuffo al cuore.

La dolcezza di Silvia è un altro aspetto che scopriamo oggi, ma si sa noi mamme quando parliamo dei nostri figli ci sciogliamo subito in un brodo di giuggiole. Possiamo riscontrarlo in tutte le storie che abbiamo visto fin qui e lo ritroviamo in Silvia alla quale la parola mamma fa pensare:- Penso alla vita. Penso a una donna fortunata, che ha potuto provare cosa significhi avere un figlio. L’amore incondizionato, la gioia e la fatica estremi, il mettersi alla prova giorno dopo giorno superando i propri limiti. Penso a una donna che impara a conoscersi profondamente, nella propria fragilità e nella propria forza. Una mamma affronta paure, in primis le proprie, trova sempre un sorriso per suo figlio, inventa avventure che non sapeva di poter inventare, cresce dopo giorno.

Silvia però è una donna anche molto pragmatica e in continua crescita, infatti, il suo essere mamma è un percorso personale, tanto da farle dire:- Per me significa mettermi in gioco ogni giorno. Guardare i miei figli e pensare “voglio che sentano quanto li amo”. Anche nelle giornate no. Perché non sono una madre perfetta. Anzi, i miei figli mi hanno aperto uno scrigno di emozioni che non sapevo di possedere. E non sempre è facile gestire ciò che ne esce.

Adesso però arrivano i tasti dolenti, la competizione fra mamme e quello che ogni donna vorrebbe sentirsi dire, cioè:- Non cercare d’essere una madre perfetta, ce la farai sempre, e saranno proprio i tuoi limiti a salvarti. Frase che invece non arriva mai e come dice la stessa Silvia:-Sì, mi sarebbe piaciuto che qualcuno mi facesse capire che non sarebbe stato facile, ma che tutte le mamme ci passano. E nessuna è perfetta.

Mentre le frasi inopportune non mancano mai e anche a Silvia le sciocchezze non sono mancate. Mi dice, infatti, che tante cose inopportune le sono state dette. Come lei afferma:-In genere tutti parlano troppo, tutti danno consigli. Forse la frase più odiosa che mi sono sentita dire è:- Eh ma goditela che poi quando crescono è peggio. Beh, è una gran stupidata. I primi tempi sono delicatissimi, difficili, son fatti di equilibri precari, di un continuo mettersi alla prova. Son fatti di insicurezze che pian piano si smussano, solo col tempo si impara a diventare mamme.

Chiedo e Silvia di raccontarmi le sue paure, le difficoltà e tutto ciò che concerne il ruolo di mamma e mi dice:-  La paura di non saper capire appieno i miei figli. Vorrei guardarli negli occhi e legger loro dentro ciò che provano, le loro fragilità, i loro desideri, ma purtroppo (o per fortuna) non ho questo potere. C’è poi la paura suprema, quella di perderli. La speranza di riuscire a rimanere accanto ai miei figli sempre ma col giusto equilibrio, capendo quando è giusto dare e quando è meglio fare un passo indietro. Le difficoltà son tante. La più grande è forse la continua lotta che devo intraprendere con me stessa per smussare quei lati di me poco “mummy”. Sono una persona molto irrazionale, istintiva, non sto mai ferma, in un attimo sono al settimo cielo e l’attimo dopo crollo sotto terra, non mi sento solo mamma ma anche donna desiderosa dei propri spazi, di coltivare le proprie passioni, di vivere al massimo ogni giornata. Con loro vorrei sempre riuscire ad essere tranquilla, paziente, rassicurante, presente con testa e corpo al 100%, premurosa, gioiosa. Ma no, lo ammetto, non sempre ce la faccio.

Silvia mi racconta di una notte in ospedale:- Mentre guardo mio figlio, lo vedo affamatissimo che fa di tutto per poppare il latte dal mio seno. Poi si calma e sembra quasi fissarmi con quegli occhi dolcissimi e curiosi.

Silvia ha due figli e mi dice:- Ho avuto due gravidanze molto ravvicinate. Quando Alice è nata Tommaso non aveva ancora un anno e mezzo, dipendeva ancora in tutto e per tutto da me. Della mia seconda gravidanza non mi sono praticamente nemmeno accorta. Non mi fasciavo la testa sul discorso “cosa puoi o non puoi mangiare”, “cosa devi o non devi fare”, “prova a riposare”. Sapevo a cosa andavo incontro, sapevo che il mio corpo è forte pur sembrando fragile, sapevo che la bimba sarebbe stata benissimo nel pancione anche se nel frattempo non avevo tregua.

Con Silvia parliamo anche di allattamento e mi racconta la sua esperienza

Ho allattato con tanta testardaggine. Quello dell’allattamento è un tema che secondo me viene oggi trattato nel modo sbagliato, o comunque con poca “sensibilità” nei confronti delle neo mamme. Nei corsi pre parto ti spiegano che tutte abbiamo il latte, bisogna solo non mollare e attaccare anche tutto il giorno il bimbo al seno. Quando partorisci ti dicono di insistere, provare e riprovare. E tu ce la metti tutta, ma magari davvero di latte non ne hai poi così tanto. Ho amiche che non hanno mai avuto problemi, avevano tanto latte da doverlo a volte spremere e buttare. Io gioivo ad ogni goccia che vedevo uscire, provavo a tirarmelo, attaccavo il bimbo di continuo, cercavo pure i rimedi naturali per aiutarne la produzione. Ho allattato entrambi i miei figli, ma davvero con grande fatica, con l’ansia di vederli crescere poco, con la testardaggine che comunque ce l’avrei fatta. Ora, col senno di poi, mi farei meno problemi e non temerei il latte artificiale come fosse veleno. Credo che le madri dovrebbero sentirsi serene di fare ciò che vien loro naturale. L’allattamento al seno è fantastico se lo vivi nel modo giusto, non se devi ottenerlo a tutti i costi con drammi e fatiche assurde. Dell’allattamento prolungato conosco poco, così a impatto posso giusto dire che personalmente non lo farei, ma immagino che le madri che lo scelgono si siano prima ben informate al riguardo e ne traggano tutti i vantaggi, per sé e per il bambino.

Io ringrazio Silvia, che con la sua schiettezza, mista a dolcezza e grande intelligenza ha saputo parlare di se stessa senza filtri. Una donna così, insieme alle migliaia di donne che sto incontrando nel mio percorso, possono fare tanto insieme. Noi donne dobbiamo solo imparare ad essere come i tre moschettieri:- Una per tutte e tutte per una! Alla prossima!

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